10 Dec

31°CONVEGNO INTERNAZIONALE DI AGRICOLTURA BIODINAMICA

di Alberto del gruppo Biodinamici di Curno

 

Buongiorno a tutti, sono Alberto e faccio parte del gruppo di studio di agricoltura biodinamica di Curno in provincia di Bergamo. Per adesso ci identifichiamo così perché non abbiamo ancora trovato un “nostro nome” ed un nostro logo, ma ci stiamo pensando.

Lo scorso novembre ho partecipato insieme ad altri cinque miei “compagni di studio” al convegno di Cavalese e devo dire che si è dimostrata un’ esperienza forte, utile ed illuminante.

Il nostro è un gruppo giovane: i primi incontri risalgono al 2010 con alcune letture di conferenze tenute da Carlo Triarico, che ci hanno entusiasmato.

E’ un gruppo eterogeneo, si spazia dai 30 ai 60 anni e gli scambi di idee ed esperienze sono molto intensi.

Abbiamo iniziato con la lettura delle conferenze di Koberwitz e fatto qualche incontro pratico su orto e frutteto biodinamico per poi passare alla lettura delle conferenze di “Uomo sintesi armonica“.

Abbiamo iniziato alcuni studi pratici sull’uso dei preparati allestendo cumuli di letame e irrorando i nostri poderi con 500 , 501 e pasta per tronchi.

Abbiamo dato vita, tutti insieme, ad un nuovo frutteto biodinamico e da poco abbiamo iniziato una nuova avventura in un orto/frutteto in un terreno in uso gratuito alle porte di Bergamo.

Nel gruppo è nata poi l’esigenza di approfondire l’antroposofia e grazie all’immenso supporto ed aiuto di Giovanna Peruzzo, ci siamo resi conto che non si può applicare una vera biodinamica senza conoscere e studiare intensamente  l’antroposofia.

Abbiamo così scelto di leggere il testo sulla Saggezza dei Rosacroce e ci si è svelato un po’ alla volta un nuovo mondo che ci ha aiutato a capire meglio i testi letti in precedenza.

Quest’anno siamo inoltre passati da una frequenza di due incontri mensili a incontri settimanali intercalando letture di conferenze a confronti di gruppo sulle nostre esperienze e alla  pianificazione dei vari lavori pratici di gruppo.

Da poco abbiamo iniziato inoltre ad approfondire l’importante  questione della triarticolazione sociale avvalendoci di incontri con Stefano Freddo.

Siamo arrivati al convegno con le aspettative e l’entusiasmo di sei studenti di dieci anni d’età che vanno ad una gita scolastica e oggi posso dire che quello che abbiamo vissuto supera di gran lunga le aspettative che ognuno di noi aveva in mente.

 

Ci siamo incontrati in uno splendido ambiente con 150 magnifiche persone di differenti generazioni e legate da un unico filo di pensiero: agire tutti nel mondo in punta di piedi ma con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima con tanta voglia di risolvere adesso alcune deformazioni dell’agire dell’uomo contemporaneo!

 

Abbiamo ascoltato a bocca aperta, quasi in apnea, gli interventi dei vari relatori che ogni volta ci hanno spalancato  il cuore e la mente come raramente accade.

Per alcune persone saranno stati discorsi già sentiti e risentiti, ma per molti di noi è stata una sorpresa, una meraviglia di parole ed immagini presentate con una partecipazione e consapevolezza uniche.

Si è parlato di alcune missioni di noi biodinamici e cioè antroposofi: dobbiamo fare il possibile per far invecchiare bene la nostra terra, dobbiamo creare un profondo legame tra la nostra anima e tutta la natura, dobbiamo comprendere il ruolo fondamentale dell’uomo nella relazione tra padre cielo e madre terra, dobbiamo mettere in risalto il ruolo sociale dell’agricoltura.

Dobbiamo inoltre interiorizzare profondamente il concetto che per capire la vita è necessario capire le forme.

In parole povere dobbiamo dinamizzare i nostri cervelli e riorganizzare tutto quello che abbiamo vissuto e creduto sino ad ora donandogli nuova veste.

Confrontandomi con nuove persone ho condiviso pensieri che ritenevo di difficile comprensione, ho potuto parlare liberamente di alcune mie sensazioni che nascono dal profondo lavorando la terra e trattando i preparati biodinamici.

Mi sento parte ora di un nuovo mondo e l’entusiasmo è a mille.

Alla fine del convegno, se pur stanchi fisicamente, si respirava aria di speranza e fiducia nella nostra possibilità e capacità di intervenire nel mondo, ognuno nel suo piccolo. E sono sicuro che se fosse continuato per altrettanti giorni, ci saremmo riseduti tutti immediatamente dopo la conclusione di Carlo Triarico pronti per ricominciare.

Per concludere vorrei elogiare il grande lavoro che molti gruppi biodinamici sparsi per tutta Italia effettuano per produrre i propri preparati e che prenderemo come modello.

Sembra quasi che il collante di gruppo sia appunto il cimentarsi nella preparazione degli stessi che ogni gruppo effettua come meglio può reperendo le materie prime nei luoghi più disparati e non essenzialmente dal medesimo organismo agricolo vista l’impossibilità.

 

Penso che uno dei nostri prossimi obbiettivi sia appunto questa nuova avventura  di allestimento dei preparati e sicuramente si rivelerà un ulteriore test di gruppo, molto impegnativo ma sicuramente importante ed illuminante per tutti. Sarà un’azione che ci porterà ad una maggior consapevolezza su quello che stiamo attuando sui nostri terreni e che ci porterà con il tempo ad un giusto approccio .

Sarà un grande esercizio per tutti che ci porterà ad un ulteriore sforzo mentale e spirituale per far emergere in noi ciò che proviamo ma che non esterniamo ad alta voce, ciò che vediamo ma che non riusciamo a raffigurare o descrivere, ciò che ci spinge ad approfondire ed assimilare l’antroposofia.

 

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla perfetta riuscita di questa magnifica esperienza.

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