24 Aug

Agricoltori biodinamici, contadini liberi per un’agricoltura di salute (di C. Triarico)

Solo nel mese di agosto due fatti hanno tenuto alta l’attenzione nel settore dell’agroalimentare.
E’ di qualche giorno fa la notizia che si è svolta una revisione degli studi in merito alla probabile cancerogenicità del glifosate, erbicida ancora ammesso in agricoltura e regolarmente presente sul mercato. La revisione ha concluso che la sostanza è effettivamente potenzialmente cancerogena. Gli studi sono stati diretti dal tossicologo Christopher Portier, ex direttore dell’American National Toxicology Program e professore associato presso l’Università di Maastricht. La ricerca ha usato i dati con cui l’EFSA aveva assolto l’erbicida, aprendo la strada alla sua autorizzazione in UE.
Ricordiamo che al glifosate è collegato lo scandalo Monsanto Paper cioè la scoperta negli Stati Uniti di una pratica non etica di finanziamento agli scienziati con cui la grande multinazionale Monsanto pattuiva in anticipo i risultati delle ricerche che dovevano essere rassicuranti e coincidenti con gli interessi della multinazionale. In questo modo sono state sdoganate proprio sostanze come il glifosate, pericolose ma ancora utilizzate in agricoltura.
Un altro fatto lega l’agricoltura convenzionale alla pericolosità dell’uso di prodotti chimici, a Beirut il 4 agosto è esploso un magazzino contenente nitrato d’ammonio, uno dei fertilizzanti più usati al mondo in agricoltura. Sono morte 200 persone e ne sono rimaste ferite 7.000. Episodio già accaduto in passato, nell’agosto del 2015 a Tianjin nella Cina orientale a 110 km a sud-est di Pechino, 173 persone morirono in una fabbrica per un esplosione di prodotti chimici per l’agricoltura, un’esplosione di nitrato di ammonio come quella che si è verificata a Beirut.
Due nuove strategie dell’Unione Europea, la Farm to Fork e la Strategia della biodiversità, indicano anche l’obiettivo della riduzione del 50% dei pesticidi in 10 anni. Un piano che richiederebbe subito un impegno ponderato, al fine di non lasciare gli agricoltori italiani senza le competenze per affrontare il cambiamento. Qual è invece la reazione degli avversari del bio in Italia? Una campagna di comunicazione per dimostrare quanto sia pericoloso questo obiettivo europeo.
La nostra Associazione sostiene invece ricerca e cattedre universitarie e in agricoltura biodinamica. Questo ha sempre ribadito Giulia Maria Crespi, la nostra presidente onoraria, cui diviene giusto dedicare istituzioni di ricerca e cattedre in biodinamica a supporto delle nuove generazioni.
In questo contesto il movimento biodinamico risulta più che mai una risposta ragionevole e concreta e gli storici disciplinari Demeter sono in linea con le più avanzate strategie UE: un’opportunità per l’Italia.
L’associazione per l’agricoltura biodinamica sta compiendo enormi sforzi affinché alla bioagricoltura, sia riconosciuto il suo ruolo nella via ecologica alla convivenza e si doti il nostro paese di conoscenze e tecnologie da piattaforma del Mediterraneo per l’agricoltura ecologica, per il futuro agroalimentare sostenibile.
Ringrazio tutti coloro che, in questi tempi difficili, non ci lasciano soli, si iscrivono, sottoscrivono per noi il 5×1000 (CF 03665390153) e svolgono attività di volontariato per l’Associazione per l’agricoltura biodinamica, promuovendo e partecipando a gruppi di studio, confronti, dibattiti per coinvolgere chiunque voglia essere produttore e cittadino attento, volontari e agricolotori che vedono il loro impegno come opportunità di compiere insieme un percorso di consapevolezza.
PS. In questi giorni ripartiamo con l’organizzazione del nostro convegno “Un’agricoltura di salute. Ricerca, innovazione e formazione per il futuro della terra”, la giornata in plenaria è prevista per il 12 novembre 2020.

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