16 Jun

Alla conquista di una nuova terra

di Carlo Triarico

Con la biodinamica costruiamo un movimento universale per ricondurre l’agricoltura all’umano. Ribaltiamo cioè il predominio che la “vera scienza”, la scienza dei laboratori, oggi soggetta a interessi inconfessabili, pretende e rischia di ottenere definitivamente sull’agricoltura e sull’umanità. Un grande pericolo incombe sull’agricoltura ed è la sua riduzione ad arido fatto tecnico-scientifico, o economico, alla necessità triste cui il contadino e il consumatore (che pure da economia e ricerca attendono sostegno) possono solo inginocchiarsi rassegnati. Proprio l’agricoltura, invece, è il terreno da cui può rinascere il cammino verso una nuova terra.

Questo sento oggi. Tanto più osservo l’azione di chi vuole assimilare l’agricoltura alla concezione deterministica, a percorsi obbligati, scritti da élite accademiche e quanto più vedo che questi la consegnano al braccio esecutivo politico giudiziario, per impedire le libere scelte di contadini e cittadini, tanto più allora mi impegno perché essa, invece, sia riconosciuta come fatto umano, qual è. Perché l’agricoltura sia riconosciuta come vita sociale e i contadini e i cittadini possano esprimere ciascuno la propria libera individualità, con l’apparato di conoscenze, la cultura, il diritto, le scienze umane, morali e sociali, l’economia solidale, la creatività e infine la libertà scientifica, che è fatta di dibattiti e controversie, non di editti e obblighi. È un processo di liberazione a favore di tutti i cercatori di umanità, da cui nessuno resti escluso. Siamo perciò sempre con gli agricoltori e ancor più con quelli che rischiano di restare indietro, con quelli che sono vittime della più decadente agricoltura ipercapitalista perché, al capolinea di un modello in disfacimento, trovino il nostro aiuto.

Dalla biodinamica agricoltori e cittadini possono trovare forza per costruire il mondo a venire e trarranno conoscenze e tecniche sviluppate in un secolo.

Siete tutti invitati a far parte di questo movimento, nella sua universalità: il riconoscimento dell’essere umano soggetto autocosciente e dunque libero. È questa la conquista (temuta da qualcuno) con cui l’agricoltura diviene movimento di liberazione popolare. Dobbiamo saperlo ogni volta che scegliamo il nostro cibo, ogni volta che coltiviamo un campo. Su questo impegno chiamiamo le buone forze di saggezza e tolleranza che vogliono vivere in una terra sana e migliore di come l’hanno trovata, che vogliono scegliere liberamente della vita, del cibo buono, della salute di sé e della terra. L’appartenenza a questa nuova terra inizia anche con la consapevolezza, nell’acquisto di un prodotto biodinamico. Già farlo significa sapere di essere parte di una comunità trasversale e nuova, che dialoga col mondo. Rafforziamo il movimento biodinamico, da cui è nata l’agricoltura ecologica e la cui vita è fatta oggi di organizzazioni di agricoltori e di cittadini. Tu che hai letto fin qui, lo sai. Aiutaci a farlo vivere, sostieni il lavoro in corso, iscriviti, dacci una mano ora.

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