03 Oct

Come cambia l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

a cura di Carlo Triarico

Abbiamo detto che l’avremmo fatto e lo stiamo facendo. L’Associazione cambia profondamente, mettendosi nella condizione di compiere la missione che indica lo statuto. Abbiamo voluto iniziare con tre punti.

1. Formazione. E’ stato dato avvio a un iter formativo per gli agricoltori e uno per i consulenti e divulgatori della biodinamica.

2. Consulenza. Abbiamo realizzato un piano per il sostegno tecnico e la formazione delle aziende che fanno, o vogliono fare, biodinamica.

3. Ricerca. Stiamo avviando una campagna per la ricerca in Agricoltura biodinamica, con un appello che sta riscuotendo le prime firme di scienziati, amministratori e operatori economici.

Le prime due novità ci mettono nelle condizioni di fornire i servizi per migliorare il lavoro in campo e supportare le realtà agricole nella loro crescita, riducendo il rischio attuale, che esse cadano nelle mani di “esperti” improvvisati e di corsi inefficaci. La terza vuol permettere di avviare un grande processo di studio e ricerca che porti autorevolezza alla biodinamica e supporto tecnico in campo.

1. Riguardo alla formazione. I corsi base per agricoltori, hanno terminato la sperimentazione del primo e del secondo modulo e si è passati a organizzare i primi corsi nelle sezioni, in modo da essere più vicini alla realtà territoriale. Per la formazione dei consulenti avviamo nei prossimi giorni il percorso di formazione annuale (900 ore) con un primo appuntamento di programmazione e studio a Firenze tra il 19 e il 20 ottobre. L’organizzazione del corso avverrà con la modalità di una progettazione partecipata con tutti i soci che vorranno collaborare.

2. Per la consulenza. Abbiamo strutturato l’iter per il servizio di consulenza dell’Associazione. Un primo nucleo di facilitatori visiterà le aziende che ne stanno facendo richiesta Sulla base delle informazioni raccolte, con l’ausilio di una modulistica di auditing, verrà proposto e condiviso con gli interessati un patto formativo. Ossia un percorso consapevole di conversione o di miglioramento per arrivare a una buona applicazione della biodinamica. Come sapete, per molti anni l’Associazione non ha avuto un servizio di consulenza. Questo non solo non gli permetteva di rispondere positivamente al lungimirante dettato dell’articolo 6 dello statuto Demeter, che prevede il ruolo fondamentale dell’Associazione perché l’azienda possa avere il marchio, ma lasciava gli agricoltori a doversi districare da soli nelle applicazioni, nella conversione e nella scelta dei consulenti. Abbiamo quindi comunicato agli amici del consiglio Demeter, a fine agosto, e alle nostre sezioni, a settembre, di poterli finalmente supportare e poter avviare le prime applicazioni della consulenza prevista dall’articolo 6. I documenti dell’iter e i processi formativi, la documentazione tecnica, le schede, gli elaborati dei materiali didattici, sono stati inviati al consiglio Demeter e alle Sezioni. Il giorno 12 settembre abbiamo tenuto a Bologna una prima giornata di studio con i segretari di sezione e con una rappresentanza di Demeter , in modo da condividere e preparare l’importante compito. La nuova forma potrà funzionare e crescere se sarà coinvolto tutto il movimento e decentrate le attività nelle sezioni. Per questo stiamo cambiando il regolamento regionale e lo porteremo all’assemblea dei soci di novembre. Non ci sarà più una centrale della biodinamica, ma una pluralità di centri attivi in Italia, con le loro diverse qualità. Per questo, a mio avviso, la sede centrale a Milano avrà una funzione ancora più alta di quella che esercita adesso, la funzione fondamentale di coordinamento spirituale degli impulsi periferici. Essa dovrà, con saggezza, cogliere le idee, creare, vigilare e garantire. Per fare questo è importante che sia autonoma, anche fisicamente, dalle sezioni e autorevole. E che abbia risorse e professionalità.

3. Infine la ricerca. L’appello, che diverse personalità stanno sottoscrivendo, riconosce il valore innovativo e urgente, non solo della biodinamica, ma anche del metodo che sottende l’agricoltura biodinamica. L’impulso di Steiner fu nella direzione di un risanamento spirituale dei tempi moderni. La ricchezza straordinaria di quella proposta arricchirebbe non solo il nostro movimento, ma la vita contemporanea. Presto renderemo pubblico il documento e chiederemo di supportarci nell’acquisizione di firme autorevoli, testimonial dell’iniziativa.

Avremo così uno strumento efficace per dialogare col governo e con gli istituti di ricerca d’eccellenza. Forse non siamo capaci di far percepire al movimento e fuori quanto importante sia quello che stiamo costruendo, quale elaborazione spirituale questo consiglio stia assicurando in questi mesi al patrimonio del movimento biodinamico. Abbiamo bisogno di risorse importanti per far funzionare gli organi operativi e mobilitare le professionalità che lavorino a queste attività. Se fossimo bravi a far capire l’importanza cruciale di questo, forse giungerebbero spontaneamente all’Associazione i fondi che pure oggi vengono devoluti per sostenere ora un corso, ora un convegno, ora una ricerca, ma che non arrivano al cuore pulsante dell’Associazione.

Quando queste risorse convergeranno sul progetto di vita che stiamo elaborando, quando noi del consiglio e tutti insieme sapremo chiedere e chiedere a noi stessi, allora sarà permesso un passo decisivo per la biodinamica in Italia. C’è un appuntamento che potrà rafforzare la consapevolezza del movimento sul futuro che costruiamo. È il convegno di agricoltura biodinamica che terremo a novembre a Cavalese, dove spero ci incontreremo in tanti.

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