10 Jan

Costruire una nuova alleanza contadina

Di Carlo Triarico

In questo momento di crescita aumentano gli attacchi feroci non solo alla biodinamica ma, come prevedibile, anche al biologico e in genere, alla facoltà di scelta intelligente e saggia di contadini e cittadini. Per questo, da tempo, l’Associazione Biodinamica chiama alle alleanze anche i più lontani, prima che sia tardi. Si fanno sempre più virulenti i tentativi di ridurre gli acquisti di prodotti biologici e biodinamici, di impedire agli agricoltori la libera espressione del proprio lavoro, di fermare la crescita umana e professionale delle nuove generazioni verso un’agricoltura vivente. La legge sull’agricoltura biologica, che riconosce per la prima volta l’agricoltura biodinamica, approvata alla Camera, è stata fermata al Senato e non sarà messa più in votazione. Il Piano Strategico Nazionale sul bio, cui tanto abbiamo lavorato, si è bloccato, nonostante un governo che ha appoggiato come mai prima lo sviluppo del settore. Se le forze contrarie alla libertà dei contadini sono forti, occorre riconoscere che il settore dell’agricoltura biologica e biodinamica è debolissimo ed è una causa dello stallo in cui è caduto.

Quanto sta accadendo è solo l’inizio di un’azione contro gli agricoltori biodinamici, che si intensificherà. Non abbiamo molto tempo. Dovremo agire nei prossimi mesi per dare forza, visibilità, sostegno agli agricoltori che scelgono un’agricoltura vivente. Bisogna rafforzare le strutture, creare una comunità vasta, difendere i presidi sani dei territori per affrontare, con il buon esempio, le forze che vogliono il monopolio di un’agricoltura iperindustriale.

È di queste ore la notizia di un decreto che vorrà imporre alle aziende biologiche e biodinamiche in Puglia l’uso dei pesticidi per fermare la malattia da disseccamento degli ulivi, nota come Xilella. Significa di fatto vietare biologico e biodinamico. I consiglieri scientifici con la cultura di Big Pharma fondano su terrore e sensi di colpa l’idea che un contadino o un cittadino libero di scegliere sia e si percepisca come un potenziale untore.

Proprio il movimento biodinamico può innescare questo nuovo corso, perché ricco di una storia e di una visione da mettere a disposizione di tutti. Ma dobbiamo accogliere il diverso, riconoscere e chiamare i possibili compagni di viaggio apparentemente lontani, stringere accordi per un reciproco aiuto, con tutti coloro che stanno sostenendo la natura contadina e vivente dell’agricoltura. La fondazione culturale e ideale dei biodinamici fa la differenza e per questo siamo nel mirino, trattati da stregoni. Serve allora fantasia morale. Per iniziare facciamo sapere che è importante iscriverci da subito a quel presidio prezioso che è l’Associazione Biodinamica per il 2018, proporlo agli amici, agli agricoltori che conosciamo. Credo che le loro risposte ci sorprenderanno. Soprattutto creiamo alleanze per resistere.

Due linee di azione sono urgenti per il movimento biodinamico. La prima è quella interna: migliorare sempre più la qualità di espressione del metodo biodinamico in campo, rafforzare le nostre organizzazioni in efficacia e umanità, raccogliere tutti i gruppi locali e tematici della biodinamica in una comunità fraterna, difendere la biodinamica da un impoverimento che la routine e i successi commerciali possono portarle. La seconda linea di azione è proprio quella rivolta all’esterno, a una rete forte di alleanze: un movimento biologico debole in risorse, rappresentanze ed esseri umani sarebbe inadatto alla grande spinta che cittadini e agricoltori stanno dando allo sviluppo dell’agricoltura.

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