05 Feb

Estratto degli atti del 35° Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica

a cura di Nadia El-Hage Scialabba e Carlo Triarico

Il Convegno

L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, in collaborazione con il FAI-Fondo Ambiente Italiano, Demeter Associazione Italia, e il Politecnico di Milano, ha organizzato il 35° Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica, dal titolo ‘Innovazione e Ricerca – Alleanze per l’Agroecologia’, che si è svolto il 15 novembre 2018 presso la Triennale di Milano, e il 16 e 17 novembre al Politecnico di Milano – Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni.

Il convegno, trasmesso su Radio Radicale, ha coinvolto direttamente 430 partecipanti di varie nazionalità, oltre a 53 relatori e più di 6000 persone connesse al convegno in streaming. È stato il più importante congresso di agricoltura ecologica in Italia ed è stato sostenuto da un documento di oltre 70 professori e scienziati italiani.

I relatori provenivano da 2 istituzioni intergovernative (FAO e Bioversity International), 8 università italiane (Università Paris VII, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Firenze, Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza, Università Politecnica delle Marche, Università di Bologna), 7 istituti di ricerca e cultura (La Triennale di Milano, CREA-AA, GRAB-IT, ASVIS, Agroecology Europe, Agrifound e l’istituto di ricerca nazionale agricolo francese, INRA). Interventi di MIPAAFT, Regione Puglia e Comune di Milano, 3 grandi distributori alimentari (Esselunga, NaturaSì e l’olandese EOSTA), 5 associazioni agricole (Coldiretti, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Federbio, Anabio CIA, Demeter), molte aziende biologiche e biodinamiche nazionali ed europee, politici e giornalisti.

Ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine degli Agronomi e Forestali (CONAF), della Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Triennale di Milano e del Touring Club Italiano.

E’ stato realizzato con il sostegno di Fondazione Berti per l’Arte e la Scienza, Esselunga, Pirelli, Castello di Montalera, Rosita Missoni, Ecor NaturaSì.

Nel corso di 12 sessione plenarie, 53 relatori hanno condiviso conoscenze e competenze su nuovi modelli di gestione, pratiche innovative e ricerche scientifiche, mentre 8 sessioni specialistiche parallele erano dedicate ad approfondimenti tecnici sull’agricoltura biologica e biodinamica. Il Convegno è stato preceduto da una Call for paper pubblica e nessuna richiesta di intervento è stata respinta. In particolare un gruppo di ricercatori, che hanno espresso contrarietà alla tenuta del convegno, è stato invitato a partecipare con proprie relazioni, ma ha rifiutato l’invito.

L’edizione 2018 del convegno ha visto i partecipanti impegnati a individuare nuove sinergie per la ricerca e la formazione in agricoltura ecologica, per diffondere buone pratiche produttive e ambientali e creare un dialogo a più voci tra agricoltori, istituzioni, ambiente universitario e cooperazioni già esistenti. Sono stati inoltre rinnovati e rafforzati i concetti di metodo biodinamico e di valorizzazione del territorio, al fine di creare una convergenza di intenti, a livello nazionale e internazionale, su ricerca e sviluppo agricolo.

Giovedì 15 novembre 2018

L’evento di apertura si è svolto nel Salone d’Onore alla Triennale di Milano, con il saluto del presidente Stefano Boeri. È seguita l’introduzione al convegno da parte di Antonio Longo, Dipartimento di architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano e gli interventi di Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, di Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, di Stefano Andi, architetto, di Stéphane Bellon, responsabile della ricerca in agricoltura sostenibile dell’istituto statale francese di ricerca agricola INRA e di Alessandra Pesce, sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.

L’agricoltura biodinamica in Italia è in costante crescita (il numero di aziende è raddoppiato in 10 anni), e i problemi ambientali ai quali risponde con soluzioni concrete contribuiscono a fare dell’Italia il primo paese esportatore biodinamico in Europa. Partendo da questo dato, i relatori hanno proposto un approccio sostenibile all’agricoltura, che deve fondarsi su dialogo e collaborazione e che prenda spunto da esperienze imprenditoriali biodinamiche recenti. Carlo Triarico espone la necessità di ‘rafforzare un’agricoltura ecologica, che porti a soluzioni pratiche, anche inedite, per la valorizzazione del territorio e il miglioramento delle produzioni agricole, impostando una nuova alleanza tra mondo rurale, università, enti di ricerca e società civile per costruire un modello, in chiave agroecologica, di cui l’Italia può divenire esempio e motore’. Paolo Carnemolla ha altresì ricordato che la Politica Agricola Comune 2014-2020 prevede il 30% delle risorse per pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente (greening), di cui le aziende biologiche e biodinamiche costituiscono un sistema normato di adesione a misure agroambientali. Questo riconoscimento europeo all’agricoltura biologica e biodinamica ne testimonia il vantaggio economico ed ambientale, che non può essere discriminato e deve riflettersi nelle politiche italiane e nei dei Piani di Sviluppo Rurale. Alessandra Pesce, sottosegretario del MIPAAFT, ha portato il saluto del Ministero al Convegno, riaffermandone l’impegno per le applicazioni agricole sostenibili.

Venerdì 16 novembre 2018

Introduzione. Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato la storica presenza dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica a Milano e l’impegno del Comune per una politica della sostenibilità, ha augurato buon lavoro e chiesto di ricevere una comunicazione sull’esito del convegno. Caterina Batello, Team Leader del Programma Agroecologico della FAO, ha salutato i partecipanti assieme a Nadia Scialabba, ex-coordinatrice del Programma Interdisciplinare per l’Agricoltura Biologica, ricordando che il settore del biologico – che comprende l’agricoltura biodinamica, definita della Commissione del Codex Alimentarius dal 1999 e nel FAO Term Portal – pur essendo considerato un settore minore nei ministeri dell’agricoltura dei paesi membri, gode di un sano e costante sviluppo e spinge nella direzione di un crescente benessere dell’ambiente e delle popolazioni. Per ciò che riguarda specificatamente l’agricoltura biodinamica, risulta meglio recepita in alcune specifiche realtà contadine, sia per la sua convergenza con scelte colturali tradizionali di cura del suolo, sia per la miglior efficacia del cornoletame sull’humus in condizioni tropicali.

Ricerca, divulgazione e mercato

Carlo Triarico ha illustrato quanto riportato nel Rapporto di Unioncamere e Fondazione Symbola (Green Italy 2018) sull’Agricoltura biodinamica definita “Il fiore all’occhiello della sostenibilità agricola” e presentato uno studio storico scientifico sui fondamenti scientifici dell’agricoltura biologica e biodinamica, con i riferimenti all’ultima review pubblicata sulle pubblicazioni scientifiche dedicate alla biodinamica.

Gaio Cesare Pacini, Università degli Studi di Firenze, ha presentato una review sulla ricerca in biodinamica condotta sulle pubblicazioni scientifiche controllate eseguita dalla sua università. Dal 1985 a oggi sono comparse sul tema 147 pubblicazioni su riviste di lingua inglese sottoposte a referaggio. Considerando gli indicatori positivi rilevati dalle ricerche, l’attenzione andrebbe spostata dalla ricerca dei meccanismi del metodo biodinamico, alla compressione dei fenomeni naturali che avvengono in un sistema di quel tipo.

Per Coldiretti è intervenuta Maria Letizia Gardoni, del direttivo nazionale, indicando l’importanza strategica del biologico e biodinamico per lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura italiana.

Alois Lageder, presidente Demeter, ha illustrato i progetti di sviluppo e l’alleanza concreta tra Demeter e Associazione Biodinamica.

Luca Magnani, Direttore Assicurazione Qualità Esselunga, ha raccontato i 20 anni del marchio Esselunga Bio. La vendita di biologico in Esselunga è in continua crescita, con un incremento di acquisti del 20%  nell’ultimo anno. I prodotti da aziende biodinamiche sono presenti in piccola percentuale, con la disponibilità, su richiesta, di incrementarne l’offerta.

Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, ha inviato i suoi saluti, ricordando l’impegno europeo per l’agricoltura sostenibile.

Sviluppo e territorio

Pierluigi Stefanini, Presidente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e presidente Unipol ha illustrato le parti salienti delle politiche per la sostenibilità in agricoltura e segnalato l’agricoltura biologica e biodinamica nella loro utilità in questa direzione.

Marco Magnifico, Vice presidente operativo FAI-Fondo Ambiente Italiano, ha raccontato le prime attività del FAI in agricoltura, con le sue prime applicazioni verso l’agricoltura biologica e biodinamica.

Antonio Longo e Gianni Scudo, Politecnico di Milano, hanno illustrato come la rigenerazione ecologica dei territori richieda il contributo dell’architettura, di visione ampia e di tecniche edilizie di filiere di riuso e/o riciclaggio e materiali di origine organica.

Sistemi innovativi di produzione e difesa vegetale

Di fronte all’incertezza del futuro, le strategie di innovazione per la sostenibilità dovranno avere un approccio agro-ecosistemico.

Paola Migliorini, Presidente Agroecology Europe, ha illustrato i fondamenti dell’Agroecologia, distinguibile per l’approccio sistemico pluridisciplinare.

Gianluigi Cesari, Segretario Task Force Emergenza CoDiRO della Regione Puglia, ha illustrato le 27 linee di ricerca attualmente seguite dalla Regione circa il disseccamento degli ulivi.

Vito Moretti, dell’Azienda Agricola Lacalamita Rosa, ha illustrato il metodo di coltura dell’uva da tavola senza rame.

Enrico Amico, Gruppo Amico Bio, ha illustrato il sistema colturale senza uso di rame applicato alle verdure a foglia, attraverso la comparazione dei pesticidi ammessi in agricoltura convenzionale, con i pochi in biologica e i pochissimi in biodinamica.

Paola Battilani, Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza, ha presentato una ricerca partita nel 2003 con l’obiettivo di produrre il principio attivo di un fitofarmaco che possa rappresentare dal 2020 un efficace strumento biologico per la prevenzione delle aflatossine, problema che rischia di aggravarsi con il cambiamento climatico.

Fabio Tittarelli, Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente, ha descritto il progetto EU Horizon 2020 GreenResilient sul potenziale e la fattibilità di un approccio agroecologico alla produzione biologica e biodinamica in ambiente protetto.

Suoli, semi, pianta, un approccio di sistema

Claudia Sorlini, Università degli Studi di Milano, ha sottolineato la necessità che la scienza si basi sul dialogo e il confronto fra diversi tipi di agricoltura (di precisione, conservativa, biologica, biodinamica, agroecologica), al fine di generare azioni virtuose nella gestione delle aziende, con l’obbiettivo comune di rendere più sostenibile l’agricoltura. Decine di ricercatori di alto profilo hanno studiato le pratiche agronomiche dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, pubblicandone i risultati su riviste scientifiche di alta qualità e impact factor.

Salvatore Ceccarelli, Honorary Fellow, Biodiversity International, ha spiegato come in una realtà di cambiamento climatico, l’unica via possibile di adattamento delle colture consista in un miglioramento genetico evolutivo-partecipativo, che si affidi alla biodiversità delle mescolanze di semi e alla restituzione del potere decisionale agli agricoltori.

Peter Kunz, fondatore del Centro di Selezione Ceralicola Kunz, Svizzera, ha creato nel 1990, con metodo biodinamico, un incrocio di frumento chiamato Wiwa che oggi rappresenta il 50% del frumento bio svizzero.

Friedrich Wenz, Austria, ha elaborato il metodo Eco-dyn di lavorazione per la fertilità delle risorse aziendali.

Ginevra Lombardi, professore all’Università di Firenze, ha illustrato lo studio econometrico sull’agricoltura biodinamica pubblicato nel Bioreport 2018 di Rete Rurale Nazionale del MIPAAFT, individuando i dati biodinamici come i più coerenti con gli indicatori di sostenibilità generale necessari in agricoltura.

Stefano Bocchi, Professore all’Università di Milano, ha illustrato ricerche e strategie di innovazione per la sostenibilità aziendale.

Gestione degli allevamenti

Un’azienda biodinamica deve comprendere animali per assicurare un ciclo chiuso di nutrimenti, a differenza delle aziende biologiche che possono limitarsi alla coltura dei soli vegetali.

Sono state presentate gestioni virtuose di allevamenti, come il Consorzio Natura Alimenta, da Raffaella Mellano, che assicura la sostenibilità al più grande raggruppamento di produttori biologici e biodinamici di latte e nella sua azienda biodinamica adotta l’alimentazione a foraggi verdi, la tenuta Rengoldshausen in Svizzera, a conduzione biodinamica dal 1932, che ha sviluppato un’alimentazione per bovini che si basa esclusivamente su foraggi (senza cereali) e su una gestione che consente alle vacche da latte di allevare direttamente i loro vitelli.

Anna Federici ha esposto la gestione ecologica della fertilità tramite gli allevamenti della sua azienda biodinamica e illustrato il suo sistema di selezione e miglioramento genetico di mandrie meticcie.

Vivere di paesaggio

François Jullien, filosofo dell’Università Paris VII, ha concluso la giornata con una lezione magistrale su Vivere il Paesaggio, descrivendo un rapporto parte-tutto che rimanda alla logica secondo la quale la realtà si forma componendo un equilibrio di elementi, un modello coerente coi sistemi agricoli ecologici. Il celebre filosofo ha messo in relazione ciò con la scrittura a ideogrammi e con quella alfabetica che compone parole a partire da atomi-lettere.

Sabato 17 novembre 2018

Oltre il caporalato

Gad Lerner, giornalista, riferisce la presenza di circa 400,000 braccianti stranieri sul territorio italiano, il 50%  dei quali non percepisce nemmeno la metà della paga minima sindacale. Questa popolazione, soggetta a schiavismo e violenza, vive spesso nell’illegalità e nell’indigenza. Il caporalato perpetuato dagli stessi migranti non è più un fenomeno marginale, né trascurabile e le aziende biologiche e biodinamiche posseggono le condizioni intrinseche per il rispetto della legalità.

Fabio Brascacin, Presidente di Ecor NaturaSi, ha messo l’accento su un dato importante: l’agricoltura biodinamica promuove il giusto compenso per i lavoratori col giusto prezzo dei prodotti, pagando ad esempio 33 centesimi (anziché 8 centesimi) al kg il pomodoro.

Roberto Brioschi, scrittore, ha sottolineato come l’agricoltura, in particolare biologica e biodinamica, sia fondamentalmente un fatto sociale poiché genera modelli di comunità inclusivi, produce lavoro e sviluppa capacità collettive e individuali. È perciò assolutamente necessario un confronto che coinvolga tutto il settore agricolo sul grave tema delle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti.

Qualità alimentare

Filippo Briguglio, Ordinario di Fondamenti del diritto europeo all’Università di Bologna ha aperto il suo intervento dedicato alla formazione delle produzioni certificate e alle nuove tecnologie connesse, ricordando che il regolamento europeo sul biologico fin dal 1991 riconosce l’agricoltura biodinamica come una forma di conduzione bio. L’uso dei preparati biodinamici è inoltre contemplato nella revisione del regolamento  843/07 e compreso nella normativa italiana sui fertilizzanti. L’Italia è il secondo paese per estensione del biologico – con 1.800.000 ettari – il primo in Europa per il numero degli operatori e circa 6 miliardi di euro l’anno di fatturato. La certificazione biodinamica, che si aggiunge alla certificazione biologica con norme più restrittive (come il benessere animale o la biodiversità), coinvolge 12.390 ettari, 307 produttori, 64 trasformatori e 48 distributori. Attualmente 127 nuove aziende agricole hanno in corso domanda di certificazione.

Gianluigi Cesari ha portato il saluto della Regione Puglia, ribadito l’impegno della Regione per la salute attraverso l’alimentazione e invitato a un convegno di approfondimento sull’agricoltura biodinamica e alimentazione salutare, da tenersi in Puglia a febbraio.

Corrado De Castro e Marco Serventi hanno illustrato i sistemi innovativi di controllo, certificazione informatizzati e in tempo reale della filiera biodinamica, che consentono di controllare elettronicamente in tempo reale le ispezioni e i certificati emessi e descritto l’iter di accesso per le aziende al sistema di certificazione biodinamico, che prevedono la formazione obbligatoria precedente l’ingresso nel sistema.

Gestione filiere alimentari

Nadia Scialabba ha presentato il lavoro della FAO in ‘contabilità completa’, illustrando un approccio nuovo per imprese, investitori e paesi che valuti l’impatto ambientale e sociale delle attività commerciali, al fine di analizzare i rischi per la sostenibilità. La consapevolezza che ogni euro di cibo sia costato a sua volta un altro euro per mitigare danni ambientali (ad esempio, pulire l’acqua potabile inquinata dai nitrati),  più un altro euro in peggioramento delle condizioni di salute (ovvero in spese mediche), fornisce un motivo valido e concreto per cambiare rotta e investire in un’agricoltura pulita. Volkert Engelsman, Presidente Eosta, Olanda, vincitore del premio della UE 2018 ‘European Business Awards for the Environment’, ha illustrato l’applicazione della contabilità completa sulla distribuzione internazionale della frutta e verdura biodinamica della sua azienda. L’overshoot planetario e le problematiche sociali, ha detto Engelsman, ci sfidano a riconsiderare la conduzione dei nostri sistemi agroalimentari; gli agricoltori dovrebbero ad esempio essere premiati quando producono servizi ambientali, anziché rimanere ostaggi del profitto a corto termine, a discapito del pianeta e dei consumatori.

L’Azienda Agricola Forte ha illustrato il processo innovativo di gestione sistemica di un’azienda biodinamica e le sue ricadute per la gestione del paesaggio e dell’economia locale.

Tecnologie e risorse

Marco Mancini, Politenico di Milano, ha descritto il problema idrico in agricoltura, e illustrato una delle soluzioni possibili per la sua gestione: un progetto europeo ha promosso l’uso parsimonioso dell’acqua, attraverso un sistema che fornisce in tempo reale i fabbisogni di acqua da irrigazione reale e prevista, con elevata accuratezza spaziale e temporale.

Raffaele Zanoli, Università Politecnica delle Marche, ha ricordato che nonostante l’agricoltura biologica e biodinamica occupino il 15% dei terreni agricoli italiani, ricevono meno dell’1% dei fondi per la ricerca; questi 800.000 euro annui vanno a finanziare il CREA, oltre ad altre attività che sono molto marginali alla ricerca. Con un movimento biologico e biodinamico in crescita e diverse problematiche del settore convenzionale agricolo, dovrebbero essere stanziati molti più fondi per ricerca e formazione nel campo agroecologico.

Nota di chiusura

Caterina Batello, Team Leader, Agroecologia, FAO, ha affermato che l’agroecologia avrà futuro solo se si costruirà un intento comune, collaborando e immaginando insieme soluzioni per una reale innovazione, come in questo convegno. La ‘Scaling-Up Agroecology Initiative’ della FAO offre un quadro di lavoro per guidare la transizione verso sistemi agricoli e alimentari sostenibili voluti dell’Agenda 2030; questa iniziativa è aperta a istituzioni pubbliche e private. Carlo Triarico ha chiuso i lavori presentando Agrifound l’Agenzia per la ricerca in Agricoltura biodinamica, sistemica, biodiversità e paesaggio, con lo scopo di sostenere gli agricoltori e salvare le aziende agricole nel paesaggio italiano. Ha anche presentato la nascita della Scuola italiana di alta formazione in agricoltura biologica e biodinamica. Ha ringraziato per l’altissimo profilo del convegno e annunciato che saranno pubblicati gli atti.

Il convegno è proseguito con le sessioni parallele di approfondimento.

Sessioni Parallele

Ricerca scientifica, formazione e innovazione

I lavori sono proseguiti in aula magna a cura di ricercatori ed esperti, 12 presentazione di ricerche in corso sull’agricoltura biodinamica, con approfondimenti tecnici e con la presentazione delle iniziative in ricerca e formazione.

Conduzione agroecologica e gestione della fertilità

Wenz ha illustrato meglio il suo metodo con approfondimenti specifici. La cura della fertilità del suolo e la sostenibilità degli interventi colturali sono alla base del metodo, già ampliamente applicato in Europa.

Paesaggio, risorse, energia

La gestione integrata del paesaggio, con criteri di sostenibilità è stato al centro di questa sessione condotta dai professori del Politecnico Antonio Longo e Gianni Scudo.

Valore nutrizionale dei produttori agricoli

Esperti di nutrizione hanno lavorato alla connessione tra alimentazione sana e salute. La connessione tra agricoltura di qualità e saluto genesi è emersa insieme al patto necessario tra cittadini e contadini per il futuro agroalimentare.

Sementi per la produzione

Il miglioramento genetico di varietà adatte all’agricoltura biologica e biodinamica è stato al centro della sessione, con la presentazione di linee di ricerca e risultati applicativi. L’Associazione è impegnata nella ricerca e miglioramento delle sementi e dei mezzi tecnici.

Mercati, certificazioni e filiere

Le politiche commerciali a supporto di un’agricoltura sostenibile sono centrali in questa fase di sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica. Le strategie di mercato e diffusione interessano non solo le singole aziende, ma lo sviluppo dei territori in cui risiedono e operano. Sono stati analizzati i dati del Bioreport 2018.

Gestione degli allevamenti

La gestione ecologica degli allevamenti tra sostenibilità e benessere animale, sono stati al centro della sessione. L’allevamento prende una valenza non solo produttivistica, ma anche di gestione ecologica a ciclo chiuso dell’azienda ecologica. Esempi di selezione e allevamento biodinamici europei sono stati analizzati per elaborare buone pratiche.

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