08 Jun

In memoria di Gianni Catellani

“L’uomo è un essere veramente speciale, l’essere eccelso, se non fosse che molto debolmente se ne rende conto, l’essere al quale dedicare la propria intera vita invece di maltrattarlo in ogni modo, l’essere che cerca l’altro essere per creare un rapporto spirituale invece di emarginarsi.”

“Se l’uomo conoscesse se stesso capirebbe anche le foreste.”

“L’Essere Natura oggi è ancora delusa dal comportamento umano, ma spera ancora che sempre più uomini capiscano il suo sacrificio e l’adottino per riscattarla dalla sua condizione.”

“Le conoscenze antroposofiche biodinamiche, se acquisite con serietà e dedizione, rafforzano nell’uomo un più vivo e attento interesse per la natura che lo circonda o che coltiva.” “L’agricoltore biodinamico opera in questo contesto ideale. Per questo i frutti del suo lavoro sono di una qualità superiore, sia fisica che morale.”

“Chi conosce veramente a fondo i prodotti Demeter, sa di poter disporre di forze di salubrità.”

“Qual è la vera volontà? Non è seguire le necessità personali o i piaceri, ma ascoltare le necessità degli altri e deliberatamente attivarsi per soddisfarle: mettersi al servizio degli altri, è il principio dell’amore.”

“Il lavoro è un diritto e non una merce”.

Queste sono alcune frasi tratte dal libro Pensieri che scendono e salgono di Gianni, da lui inviatoci alcune settimane fa.

Gianni lascia in ciascuno di noi un ricordo indelebile.
In questa settimana di lutto (per lui e per la sua terra scossa dal terremoto), chi lo ha conosciuto si racconta di quella lezione, di quel incontro, di quella frase, di quella parola che ha significato per lui una svolta, un motivo profondo per cominciare, riprendere, continuare a fare agricoltura biodinamica. Con quel suo sguardo inizialmente serio che si trasformava in calore e interesse per l’interlocutore aveva la facoltà di disincantare tesori profondi, sommersi da difficoltà, dubbi, incertezze.  Le sue enormi mani erano la rappresentazione di quella generosità interiore, delle parole che ci avrebbero abbracciato per sempre.

Gianni è morto a Pentecoste. E’ stato responsabile della Sezione Emilia Romagna dell’Agricoltura Biodinamica dagli anni settanta ed il fondatore della Fondazione Le Madri.
Come un buon padre se ne è andato quando ha saputo di poter lasciare il suo lavoro a ottimi collaboratori.

Sabrina Menestrina

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