17 Jul

La lezione di Alex

di Carlo Triarico

Se oggi l’Italia rappresenta uno dei paesi di maggiore eccellenza per la biodinamica e quindi per fertilità e qualità della gestione agricola, lo si deve certamente alla presenza di una comunità di agricoltori responsabili, a chi ha fondato e sostenuto l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Demeter e tutti gli incontri di contadini per lo sviluppo della nuova agricoltura. Ma non ci sarebbe il livello di alta qualità per le nostre aziende e che può supportarci nel nostro operare, senza la generosa e costante presenza di Alex Podolinski in Italia. A lui si deve la ripresa della biodinamica come agricoltura solida e dai risultati eccellenti.  Nei paesi europei che non hanno avuto la fortuna di poter godere del suo contributo, la differenza è purtroppo visibile.

Alex venne in Italia attraverso la Svizzera, su impulso della Demeter di Camilla Conforti. Si tennero i primi incontri con gli agricoltori, la conoscenza di un modo nuovo e ottimale di allestire i preparati, di lavorare nella direzione tracciata originariamente da Rudolf Steiner. Contemporaneamente arrivarono le polemiche rispetto alla tradizione più diffusa, la biodinamica coltivata in Germania, perché Alex non era venuto a portare tranquillità. Ricordo in Toscana, dove ci adoperammo subito come sezione dell’Associazione Biodinamica perché il suo messaggio potesse essere diffuso. Con Frances, la sua assistente, passammo giornate galvanizzanti, piene di promesse allora, su come poteva essere sviluppato quel futuro dell’agricoltura mondiale. In tanti lo hanno seguito e tanti altri lo hanno rifiutato.

Ma Alex non appartiene a nessuna istituzione. Non appartiene nemmeno a quell’antroposofia che ha tanto amato e di cui è stato un’espressione vivente. Non appartiene a un tempo ristretto, alle politiche agricole, alle burocrazie e nemmeno alle controversie che sapeva innescare, rigoroso e insopportabile, perché innamorato. Un amore oltre le umane forze, fino all’ultimo istante. La sua figura è scomoda e continuerà a esserlo: coscienza di un movimento di contadini che avrebbe tutte le caratteristiche per creare una nuova terra. Che non può fermarsi. Grazie alla lezione di Alex sappiamo che sappiamo farlo, che ora è possibile concretamente farlo.

Bisogna quindi afferrare la lezione di Alex, ora ancora più operare con l’obbiettivo alla terra, che aspetta di essere risanata, all’agricoltura che dovremo riscattare, rivolgendo lo sguardo non nel catino delle nostre organizzazioni, delle forme gestionali, dei dettagli sul proprio interno accidente. La lezione è di liberarci guardando fuori, lavorando per gli altri contadini, con la percezione attiva di Alex e col bagaglio di buone pratiche agricole che oggi possiamo portare anche oltre l’Italia e fuori.

Occorre poter diffondere insieme tutto quanto può servire. I libri, i video, gli incontri, i preparati, l’esempio vivente e l’attenzione ad ogni passo d Alex: sono strumenti di un tutto, che l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica vuol contribuire insieme agli altri a far conoscere agli agricoltori, ai tanti che attendono un aiuto per il meglio del loro lavoro.

A tutti gli amici e gli intimi di Alex va il nostro saluto e la nostra mano per farcela anche per lui e insieme da subito.

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