23 Dec

LETTERA DEL PRESIDENTE UNIONE PRODUTTORI BIOLOGICI E BIODINAMICI di FEDERBIO

a cura di Michele Monetta

Ill.mo Governatore Regione FVG

Debora Avv. Serracchiani

Piazza dell’Unità d’Italia,1

34121 Trieste

Fax 0403773702

 

Oggetto: Allerta contaminazione OGM in Friuli

 

Apprendiamo con stupore dai nostri soci Friulani che la Regione, con sospetta sollecitudine, si accinge a varare regole di coesistenza regionali fra coltivazioni OGM e tradizionali e permettere così ad un pugno di 400 agricoltori nettamente minoritari, fin dalla prossima imminente semina di legalizzare la propria posizione.

Con sfrontatezza rispetto a un decreto interministeriale che ne vieta la coltivazione in tutta Italia per 18 mesi.

Prendiamo quindi atto che in FVG si vuole forzatamente creare un primo territorio promiscuo Italiano, a tutto svantaggio della maggioranza dei coltivatori Friulani, in primis quelli biologici, oltre che della maggior

parte dei fruitori finali avversi al cibo e alle coltivazioni OGM come dimostrano le 8.000 firme raccolte nella petizione on line promossa dai soci di Aprobio Friuli.

I nostri soci prevedono quindi un danno all’immagine della Regione da parte del turista attento (che vede ancora il FVG come territorio salubre e incontaminato), ma agli stessi produttori agricoli che vedranno equiparare le proprie produzioni a quelle OGM. Con possibili azioni di boicottaggio da parte di consumatori attenti o solerti Associazioni allo slogan “Se non vuoi rischiare di mangiare OGM, non consumare Friulano” e che ovviamente auspichiamo non accada.

Le recenti indagini del Corpo Forestale sulla contaminazione nei campi limitrofi alla coltivazione mais Mon 810 confermano, qualora ve ne fosse bisogno, la difficile e impossibile coesistenza con gli OGM a causa dell’inquinamento genico verticale e orizzontale nel territorio e tra i pronubi che con il tempo inquineranno per filiere l’intero patrimonio genetico costruito nei millenni dalla natura. Chi parla di libertà di semina degli OGM e raccoglie 400 firme in tal senso, di fatto, in realtà, ne impedisce la pratica agli agricoltori convenzionali e biologici e si rende responsabile della distruzione di un patrimonio agroalimentare locale con il chiaro obiettivo di consegnare tutto in mano a multinazionali estere proprietarie delle sementi.

Su sollecitazione dei nostri soci e dopo consultazione con i nostri legali, riteniamo che il Decreto interministeriale del 12 luglio scorso è valido alla luce della normativa comunitaria (art. 34 del Regolamento CE 1829/2003 e articoli 53 e 54 del Regolamento CE 178/2002), quindi pienamente operativo e vigente (fino al limite dei previsti 18 mesi). Non comprendiamo i motivi per i quali la Sua giunta Regionale abbia deciso di non attuare alcun provvedimento contro le coltivazioni illegali di mais mon 810 (come risultano dai registri dell’ERSA) e i loro responsabili.

Addirittura Il Servizio del Corpo Forestale Regionale garantisce ai perseguibili che: “La messa in coltura anche del mais mon 810 è da considerarsi libera”. Omettendo viceversa di ricordare e ribadire il divieto alla sua coltivazione nei termini previsti dal già citato Decreto interministeriale del 12 luglio.

A fronte di questi inspiegabili comportamenti omissivi della Regione FVG, oltretutto fortemente contraddittori con “l’immagine politica” con cui si vorrebbe accreditare ai suoi cittadini elettori e a tutta l’Italia, quale Regione contraria e libera da OGM, UPBIO sezione soci di FEDERBIO, in rappresentanza degli agricoltori biologici Friulani (APROBIO Friuli) che si sentono traditi, minacciati e danneggiati nei loro legittimi interessi professionali, commerciali e d’immagine, dalle contaminazioni rilevate e documentate dal Corpo

Forestale dello Stato, e da quelle che eventualmente si aggiungeranno in caso di reiterate semine e coltivazioni di mais mon 810 nella prossima primavera.

CHIEDE CON FERMEZZA

Alla Regione Friuli Venezia Giulia, alla Giunta e a Lei personalmente con l’incarico di Presidente, di emanare al più presto e in ogni caso piuttosto che regole di coesistenza, un’Ordinanza contingibile ed urgente che vieti la coltivazione di mais mon 810 sull’intero territorio Regionale, fino alla durata del Decreto interministeriale del 12 luglio 2013.

Sollecitiamo altresì che tale urgente Ordinanza sia accompagnata e rafforzata anche da severe norme sanzionatorie pecuniarie e penali dell’eventuale inosservanza del divieto.

A tal proposito Le ricordiamo che già il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel rispondere all’interrogazione a risposta immediata presentata dagli Onorevoli Pellegrino e altri, il 14 novembre 2013, ha chiarito che, nella fattispecie delle coltivazioni di OGM di cui si discute, sono applicabili le sanzioni previste dal Dlgs n° 70 del 2005, “..,con particolare riguardo ai casi in cui l’autorizzazione venga rifiutata, revocata o sospesa…” potendosi assumere il Decreto del 12 luglio 2013 “… come un

provvedimento di sostanziale sospensione dell’autorizzazione comunitaria”.

Nell’auspicare una pronta e totale accoglienza di quanto da UPBIO richiesto, ci riserviamo di adire tutte le azioni necessarie, anche in sede legale, al fine di tutelare i legittimi e violati interessi delle aziende agricole biologiche Friulane e Nazionali.

Con osservanza

 

Presidente UPBIO   Michele Monetta

Roma 26.11. 2013

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