11 Aug

PERCHE’ NO AGLI OGM? di Michele Codogno

Venerdì 4 luglio 2014 ho partecipato a Gorizia ad una tavola rotonda sul tema “Perché no agli OGM”. Gli altri convenuti erano il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e assessore alle Risorse agricole e forestali, Dr. Sergio Bolzonello, ed un agronomo di AIAB-FVG, Dr.ssa Cristina Micheloni. È stata un’esperienza interessante in quanto il filo del discorso è stato creato momento per momento, muovendosi nella scia di una tavola rotonda precedente dal titolo “La rivoluzione a tavola: non sprecare, risparmiare, vivere meglio e più a lungo”. Proprio muovendosi in questa scia, la Micheloni ha posto l’accento soprattutto sulla necessità di creare dei processi ciclici in agricoltura al fine di conferire alle coltivazioni un maggior grado di stabilità. Da cosa deriva questa maggior stabilità? Dal fatto che la vita è un sistema ordinato particolare: è in continuo movimento. Per avere un ordine stabile nel movimento è necessario che si ritorni sempre al punto di partenza attraverso un ciclo. E nascono i ritmi. Tutto nella vita è ritmo. Invece il sistema agricolo attuale è lineare e di tipo causa-effetto. La catena inizia con la produzione di sostanze alimentari, quindi ha luogo la trasformazione dei prodotti della terra, la distribuzione ai consumatori, e i rifiuti si accumulano in ogni anello della catena. Tutta questa catena funziona secondo il principio della quantità e della convenienza economica. In questa logica entrano anche gli OGM. Secondo la logica causa-effetto si cerca di indurre in vegetali caratteristiche quali la resistenza alla siccità e la resistenza ai pesticidi. Sembra quasi che si voglia puntare verso coltivazioni estensive in zone tropicali dove piove poco facendo largo uso di energici trattamenti chimici. Questo vien fatto per sfamare le popolazioni di quelle zone povere o per produrre grandi quantità di alimento con mano d’opera a basso costo e che non si lamenta dell’inquinamento? Gli OGM servono per far vivere le popolazioni povere oppure per far arricchire le industrie chimiche e biotech? Se fosse vera questa seconda possibilità, allora schiavizzazione e forte inquinamento sarebbero il prezzo che la catena agricolo-chimica fa pagare a queste popolazioni del cosiddetto terzo mondo.
Noi consumatori crediamo forse di risolvere il problema degli OGM a livello locale senza renderci conto che già in modo massiccio questi sono entrati nella nostra catena alimentare. Le multinazionali vogliono dei consumatori incoscienti che portino avanti la catena lineare e se qualche volta trovano un fanatico del biotech disposto a far loro da garante … beata l’ora.
Con la trasformazione dei prodotti della terra continua l’opera di schiavizzazione ed inquinamento a sfavore di popolazioni povere oppure di caste sociali disagiate in paesi in via di sviluppo. La grande quantità di prodotto alimentare deve essere distribuita e consumata (o sprecata) velocemente: contenitori di tutti i tipi e di tutti i materiali vengono impiegati secondo la logica di un consumo rapido. All’attuale sistema economico globalizzato non interessa risolvere problemi di inquinamento per rifiuti provenienti da imballaggi, di cui il consumatore potrebbe fare benissimo a meno. Anzi, ciò può contribuire ad accrescere in ogni consumatore un falso senso di colpa, facendogli pensare che è lui la causa della produzione di rifiuti. Per lo stesso motivo viene spesso diramato dal sistema globalizzato il seguente monito: “Attento nel riscaldare la casa d’inverno e nell’usare l’automobile, perché tu sei la causa dell’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera!”. Nel frattempo la poco costosa agricoltura tropicale, che procura lauti guadagni ai vertici del sistema globalizzato, distrugge la foresta pluviale: se mancano gli alberi equatoriali, chi preleva l’anidride carbonica presente nell’atmosfera mondiale? E questa rimane e si accumula nell’atmosfera. E muta il clima mondiale. Comunque se il consumatore consuma meno combustibile e carburante meglio così: ce ne sarà di più a disposizione per l’industria chimica o per i carri armati. Perché creare questi sensi di colpa basati su menzogne? Probabilmente per far sì che i consumatori si rivolgano verso il futuro con un sentimento di paura astratta: la paura di venir eliminati da una natura spietata. È importante per il sistema globalizzato che il consumatore si proietti anche verso il passato con una buona dose di litigiosità infondata, necessaria per mantenere questo stato di polarità passato-futuro, che rapisce il consumatore dalla concretezza del presente. Come ricorda Otto Wolff nel suo  bellissimo testo di biochimica, in ogni polarità si crea un accomodamento non appena si ha la
crescita, il sopravvento di un terzo elemento, che venne indicato da Goethe con il nome di Steigerung . Nel caso discusso questa Steigerung riguarda l’Io.
Nel primo numero del 2013 della rivista Erziehungskunst  ho letto un bel articolo di Ch. J. Hueck dal titolo “Vom Geheimnis  der Zeit” [Sul mistero  del tempo]. In questo articolo si discute sul doppio flusso del tempo, dal passato verso il
presente e dal futuro verso il presente. Nel presente, perpendicolarmente all’incrocio di questo doppio flusso, si colloca un’interazione tra l’Io dell’uomo (spirito) ed il mondo fisico (materia). L’Io dell’uomo, che dovrebbe agire autonomamente, attualizza il passato mediante il ricordo e raccoglie il futuro emergente mediante ilgiudizio. Il mondo fisico d’altra parte suscita nell’uomo impressioni sensoriali attuali: le percezioni. Per un equilibro tra questi 4 flussi incrociati al fine di procurare armonia e salute, sottolinea Hueck, dobbiamo rivolgerci al passato con riconoscenza (e non con litigiosità) e riempire di questa il nostro ricordo. Verso il futuro dobbiamo rivolgerci con chiarezza e sincerità (e non con paura) e colorare con queste il nostro giudizio. In ciò consiste l’equilibrio dell’anima cosciente che i vertici del mondo globalizzato non vogliono che venga raggiunto in seno all’umanità. A questo punto ripenso al titolo della tavola rotonda: PERCHÈ NO AGLI OGM? La risposta è semplice: perché il consumatore, spinto da forze spirituali che permeano completamente questa nostra bellissima epoca, risveglia la propria coscienza in merito a tutto quanto succitato. Un sistema di concentrazione di ricchezza, basato sul connubio tra una scienza astratta e una tecnologia senza scrupoli, si dà da fare per addormentare queste coscienze, ma l’Umanità, addestrata da tempo da un’entità spirituale arcangelica (come ci insegna Rudolf Steiner), è forte e sicuramente saprà tirarsi fuori da questo tranello. Mi ha fatto piacere che un agronomo biologico con le sue osservazioni ha dato origine in un naturalista biodinamico a queste considerazioni e che un amministratore ha ringraziato quest’ultimo per aver fornito un sostegno scientifico in un periodo in cui da tutte le parti la scienza ufficiale lo taccia di  “oscurantismo”. Questa è alleanza: rimanere distinti con la propria identità ma uniti nella
volontà. Viva l’uomo che percorre la via verso lalibertà nella coesione dell’amore!

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