03 Oct

Relazione alla scuola di Agricoltura Biodinamica Dottenfelderhof

19 luglio 2011, a cura di Claudio Elli

 

Visto che la composizione degli ascoltatori di questa lezione è multidisciplinare cercherò di tenerne conto nella mia relazione di oggi per non scontentare nessuno.

In effetti il ciclo di Koberwitz di Rudolf Steiner sull’agricoltura biodinamica va considerato come un testo di riferimento per più discipline, come veterinaria e medicina. Entrambe le professioni lo dovrebbero usare come ciclo su cui meditare attentamente.

Dovrebbe essere considerato anch’esso come un ciclo di medicina, di diagnosi e terapia antroposofica, rivolto “in primis” alla terra, non dimenticando mai che nel risanare la terra si risana l’essere umano. Infatti i due “preparati” principali consigliati da Steiner sono da considerarsi farmaci a tutti gli effetti, essi sono dei ricostituenti da somministrare alla terra affinchè essa possa sostenere la presenza sul suo suolo dell’essere umano. Già allora Steiner aveva individuato che l’essere umano con la sua sola presenza crea un doppio problema alla terra (se ci sarà tempo approfondiremo questo concetto alla fine del nostro percorso).

Ora vorrei guardare il problema solo nel suo aspetto esteriore. La terra ha bisogno per la sua sopravvivenza che i due principi della silice e del calcare siano in equilibrio fra loro. I due preparati 500 e il 501 vengono indicati da Steiner proprio per aiutare la terra a non impoverirsi di questi due principi (non solo come sostanze ma anche come processi).

Oggi ci interesseremo soprattutto del corno-letame per comprenderne il significato più profondo e perché debba venir preparato in un certo modo, per cui dovremo partire da molto lontano.

Dovremo cercare di descrivere l’animale portatore delle corna utilizzate nella preparazione del corno-letame perché un organo, se astratto, ovvero estratto dall’organismo di appartenenza, perde il suo senso e non è più comprensibile nelle sue vere funzioni (che, come vedremo, sono sempre occulte, non manifeste). Cercheremo di osservare organi della vacca apparentemente non collegati fra loro e che solo una visione goetheanistica può essere in grado di mettere in relazione.

Porremo al centro della nostra attenzione soprattutto corna, prestomaci e formula dentaria. Solo così potremo cercare di comprendere come mai Steiner sceglie il corno di vacca come contenitore di ciò che diventerà un concime potenziato.

Per capire il corno di vacca occorre partire dall’embriologia; ai primi stadi di sviluppo l’embrione è ancora una sfera, inizia poi una segmentazione e polarizzazione della parte cellulare e nutritiva, poi a livello di gastrula si produce un invaginamento e da ciò nascono due foglietti di cellule uno esterno (ectoderma) e uno interno (endoderma): dal primo si svilupperanno le cellule della pelle del sistema nervoso mentre dal secondo si formeranno gli organi digestivi.

Più tardi, mentre le cellule sono in migrazione, si formerà uno strato intermedio (mesoderma) da cui origineranno l’apparato muscolare, circolatorio e osseo. Quindi si può notare che fin dai primi passi della costruzione di un corpo si forma una tripartizione. Da questa prima divisione si avranno in conclusione testa e corpo, sistema nervoso e sistema digestivo, solo apparentemente separati fin dall’inizio dell’embriogenesi. Vedremo in seguito che questa separazione è una separazione apparentemente solo fisica.

Abbiamo quindi un polo neurosensoriale e un polo metabolico e al centro, dove i due sistemi entrano in relazione diretta, si forma un apparato che mostra ritmicamente la prevalenza di uno dei due sistemi: il cuore nonostante la sua origine cefalica è da porre in relazione con il polo metabolico e viceversa il polmone, nascendo da un diverticolo dell’intestino primitivo, migra verso il polo neurosensoriale ed è proprio per questa ragione che nel cuore e nei polmoni la polarizzazione si addolcisce. Ed è anche per la stessa ragione che la respirazione è regolabile dalla coscienza mentre il ritmo cardiaco non lo è.

Nelle diverse specie animali possiamo vedere la prevalenza di un apparato rispetto agli altri due.

Negli erbivori e soprattutto nei ruminanti l’apparato digerente si sviluppa enormemente rispetto alle altre specie, infatti arriva ad “invadere” come vedremo in seguito anche il sistema ritmico obbligandolo a prenderne le sembianze.

Il maiale, invece, non è ancora un animale specializzato sul piano digestivo (anche se consuma volentieri vegetali), possiede però ancora una dentatura completa e i canini diventano addirittura zanne nei maschi. Da dove si può vedere che nel maiale nonostante la dentatura ha inizio un indirizzo verso il vegetale?

Dimmi come appoggi il piede e ti dirò cosa mangi. Gli erbivori appoggiano tutti sulle unghie (cavalli, ovini, caprini, bovini sono unguligradi), i carnivori sono digitigradi, gli onnivori (uomo, orso) sono plantigradi.

Queste osservazioni di relazione confermano ciò che Steiner dice a proposito del rapporto fra senso del gusto e piede, quando nel descrivere l’origine della figura umana dalle forze dello zodiaco mette in due differenti conferenze prima la costellazione dei pesci in rapporto con i piedi e in un’altra con il senso del gusto.

Questo è un esempio pratico di come si può procedere nella ricerca scientifico spirituale, mettendo in relazione descrizioni di Steiner prese da due diversi punti di vista e cercando poi la conferma nelle osservazioni scientifiche ottenute con metodi tradizionali.

Esempio: zodiaco in relazione ai sensi, zodiaco in relazione alla figura umana.

Osservo l’anatomia del piede dei vari animali con vocazione alimentare diversa e vi trovo una relazione incontestabile.

Torniamo alle nostre osservazioni, nei camelidi la forma del piede non è ancora a zoccolo fissurato (separato) e la testa non presenta escrescenze frontali, la dentatura prevede ancora dei canini ben sviluppati, ma sul mascellare superiore sono rimasti solo un paio di incisivi (al posto dei sei regolari) a anche i prestomaci sono solo abbozzati. Solo nelle giraffe si trovano tasche stomacali multiple caratteristiche dei veri ruminanti e cominciano a essere presenti escrescenze frontali, praticamente dei coni ossei ricoperti di pelle, che dopo essersi sviluppati rimangono inalterati tutta la vita. I canini e gli incisivi sono spariti dalla mandibola superiore e i canini inferiori assomigliano agli incisivi.

Con le nostre osservazioni stiamo notando una relazione fra ASSENZA di certi denti e PRESENZA di suddivisione della camera stomacale e la formazione delle corna. E’ come se le forze formative destinate alla formazione di denti (che non si formano) si ridistribuissero verso l’alto a formare escrescenze ossee e in basso visceri aggiunti.

Ciò che resta abbozzato nella giraffa si realizza perfettamente nel cervo. I cervidi hanno uno stomaco da ruminante perfettamente sviluppato, ma come ruminanti sono ancora troppo sbilanciati verso il polo neuro sensoriale, sono ancora molto “svegli”, aperti all’ambiente esterno più con i sensi che con il metabolico. Infatti in loro manca ancora la pesantezza tipica dell’animale metabolico e nel cervo quindi le corna non sono ancora cave ma rivolte solo all’esterno e in quanto vengono cambiate ogni anno, sono corna caduche e piene, con osso compatto all’esterno e spongioso all’interno, ricoperte di pelle e non con uno scudo corneo.

Se facciamo un ulteriore passo nell’evoluzione arriviamo a gazzelle e gnù che benché portino corna meravigliose, queste non sono ancora cave ad eccezione dei camosci (antilopi europee) che formano la transizione selvatica verso le capre e le pecore. In queste due specie le quattro camere stomacali sono arrivate al loro pieno sviluppo, ma in loro la forma dell’osso frontale non raggiunge ancora la perfezione. Questa viene raggiunta solo nei bovini. Nei bovini siamo arrivati al tipo di ruminante ideale.  L’osso frontale ormai si è esteso verso dietro e sui lati come in nessun altro mammifero.

CORNA E DIGESTIONE – Da queste considerazioni morfologiche, possiamo rilevare che vi è correlazione fra la sparizione degli incisivi superiori e dei canini con la formazione dei prestomaci e la presenza delle corna.

Per capire meglio questa relazione, non solo dal punto di vista anatomico ma anche funzionale, come chiave interpretativa può essere usata la conferenza del 05.04.1920 dall’Opera Omnia 312 Scienza dello spirito e medicina:

I denti non sono solo organi della masticazione bensì anche importanti strumenti di suzione di aspirazione …hanno un’ azione risucchiante spiritualizzata.

…essi aspirano finche è loro possibile il fluoro. L’uomo ha infatti bisogno di piccole quantità di fluoro nel suo organismo …se non ne ha diventa troppo intelligente. L’uomo distrugge i suoi denti affinché l’azione del fluoro non lo renda troppo sciocco. Ci si guastano i denti perché non si diventi troppo stupidi.

Nel bovino questa assenza dentaria si può considerare come una carie anticipata, il bovino vuole mantenere un’intelligenza, ma quale intelligenza e dove? Dato che non ha gli incisivi superiori e i canini, questa intelligenza percettiva, questa capacità di capire direttamente tramite la percezione, senza il pensare, si sposta nelle strutture formate al posto dei denti, cioè nei prestomaci e nelle corna cave. Scompaiono gli incisivi superiori e non gli inferiori per una ragione specifica, perché anche la bocca è divisa in modo tripartito e la parte superiore è da considerarsi appartenente al neuro sensoriale.

Così come i denti hanno una funzione occulta di aspirazione, dato che le corna cave ne rappresentano una metamorfosi funzionale nel neuro sensoriale, si può supporre che abbiano anch’esse una funzione occulta di aspirazione, di percezione. Infatti la percezione sensoriale è da considerarsi una inspirazione metamorfosata, modificata, spiritualizzata (VIII cf. O.O. 322).

Le corna bovine dunque non solo come organi di difesa ma con questa importantissima funzione di aspirazione-percezione che il veterinario e il biodinamico devono sempre ricordare nell’esercizio della loro professione.

Cercando di capire ancora meglio questa funzione comprenderemo il perché del corno bovino per la preparazione del corno letame. La vacca presenta dei notevoli seni frontali, ben sviluppati, che più l’animale invecchia, più si prolungano fino a raggiungere la punta dell’osso del corno, i seni frontali di una vacca che ha avuto due o tre vitelli arrivano tranquillamente al centro dell’osso stesso. Tra l’osso e il corno si instaura inoltre una forte irrorazione sanguigna e una forte innervazione.

Anche nell’uomo lo sviluppo dei seni frontali è in relazione alla maturità evolutiva dell’individuo, dura dal quarto anno fino al ventunesimo e si completa solo con la maturità (nascita dell’io). Nell’essere umano i seni, queste cavità della testa, fanno spazio all’atmosfera di ossigeno, azoto e anidride carbonica che possiamo definire atmosfera della coscienza di veglia cioè rivolta al mondo esterno. Nella vacca invece, durante la  ruminazione, i seni frontali sono invasi dall’atmosfera del rumine, in cui prevale la presenza di metano. Quando il bolo mericico rigurgitato risale in bocca dal rumine per essere rimasticato/ruminato viene accompagnato anche dai gas di fermentazione ruminale, che avvalendosi dell’aria espirata penetrano profondamente nei seni frontali fino alla punta dell’osso del corno. E’ questa è la ragione per cui la vacca ha una coscienza solo relativamente adatta al mondo esterno, ed è invece più rivolta al fronte interno (metabolico).

Il cervello è come se fosse annebbiato dai vapori della fermentazione del suo addome; le corna quindi con la mucosa del seno frontale rivolta all’interno percepiscono quello che sta avvenendo a livello digestivo, con la parte interna delle corna la vacca è tutta rivolta con la sua coscienza a ciò che succede nei suoi processi digestivi.

Vale la pena a questo punto dare uno sguardo veloce all’anatomia e fisiologia dei prestomaci, tenendo presente ”che per tutti gli organi vi è un unico progetto costruttivo che nel singolo organo o apparato viene modificato a seconda del bisogno”( III cf. OO 115).  In una immagine di una sezione trasversale di una mucca possiamo notare le quattro camere prestomacali  come sono posizionate nell’addome dell’animale. Si può vedere applicando una certa capacità immaginativa come la disposizione delle quattro camere assomigli a quella cardiaca: due camere a destra e due a sinistra. Sapete che nel cuore esiste un segna passi (pace maker) che è un particolare tessuto localizzato nell’atrio destro che determina il numero di contrazioni al minuto del cuore stesso. Così è anche nel sistema ruminativo a quattro camere: c’è ne è una che con la sua contrazione bifasica determina la contrazione successiva di tutti le altre in sequenza armonica e guarda caso è il “reticolo” che anatomicamente è posto proprio vicino al cuore da cui è separato solo dal diaframma.

Come il cuore è un organo preposto alla percezione delle qualità che il sangue gli porta sia da destra che da sinistra, così il reticolo ascolta le qualità del cibo e risponde con un numero adeguato di contrazioni a seconda che il cibo sia grossolano o raffinato. Interessante è che quindi nei ruminanti l’elemento metabolico invada il ritmico e ne prenda le sembianze. Nei prestomaci possiamo vedere un cuore metabolico dove si percepisce la qualità dell’alimento ingerito, analogamente a quanto accade per il sangue nel cuore.

Torniamo ora alle corna esaminandole nel loro aspetto esterno, costituito soprattutto da uno scudo silicico, usando come chiave interpretativa ciò che dice Steiner nella X cf. dell’opera omnia 319 (Conoscenza antroposofica dell’uomo e medicina)

la singolarità di un cristallo di quarzo è che esso è come una stazione di passaggio dello spirituale…nella natura abbiamo dunque ha che fare con sostanze che sono semplicemente permeabili per lo spirituale. Esse sono il supporto per lo spirito. Lo spirito è in esse, esse lo accolgono dappertutto e nello stesso tempo non lo trattengono. Sono vere stazioni di passaggio per lo spirito.…l’acido carbonico ha la proprietà, poiché in tutto ciò che è fisico è contenuto lo spirituale, che lo spirituale quando giunge nell’acido carbonico viene individualizzato, l’acido carbonico vuole con tutta forza trattenere ogni elemento spirituale. Lo spirituale sceglie da sé l’acido carbonico per abitarvi. Se lo spirituale giunge nella silice, vuole proseguire, vuole assaggiare tutta la silice, se giunge nell’acido carbonico vuole rimanervi”.

Nel corno bovino quindi possiamo vedere un’antenna di silicio che percepisce le forze spirituali astrali ed eteriche dell’ambiente in cui vive, le attrae le aspira e le fa passare nell’osso del corno che con la sua composizione di acido carbonico le trattiene, qui i due mondi esterno ed interno (metabolico) vengono fatti sposare.

Il bovino quindi risulta con la sua specifica organizzazione il ponte fra la parte esteriore e la parte interiore del mondo, lo strumento con cui il mondo conosce sé stesso, il luogo dove il serpente mangia sé stesso. Si può dire che la ruminazione è la modalità con cui il mondo “medita sé stesso”. “Nel bovino è espressa la massima “mondo conosci te stesso”.

La chiave per questa interpretazione può essere trovata nella terza conferenza del ciclo di Kobervitz dove Steiner dice parlando dell’azoto come elemento che veicola l’astrale della natura “l’azoto impregna così tutto con una specie di vita sensitiva… Esso non sorvola su quel che promana dalle stelle e agisce nella vita della terra e delle piante, ma è l’intermediario sensitivo, allo stesso modo in cui, nel sistema neuro sensoriale umano, fa da tramite alla sensazione “.

Per poter capire ancora meglio ciò che avviene nel corno bovino utilizziamo ciò che dice ancora Steiner nel proseguo della stessa conferenza a proposito del meditare “che cosa facciamo veramente quando meditiamo ?…noi europei occidentali meditiamo appoggiandoci in modo indiretto al processo respiratorio. Tutto ciò che facciamo ha però una controparte corporea …con la meditazione si viene a modificare il processo respiratorio…meditando noi tratteniamo anidride carbonica in noi un po’di più rispetto allo stato normale di veglia, non spingiamo fuori tutta l’energia della anidride carbonica nella spazio pieno di azoto, ma ne tratteniamo una parte…quando si medita si cresce a poco a poco verso uno sperimentare dell’azoto circostante.

Quest’ultimo è un signore molto intelligente che informa su quel che fanno mercurio e venere e via dicendo, perché esso conosce queste cose in quanto le avverte…infatti non è per nulla male se chi conduce un azienda agricola può anche meditare. Egli si rende recettivo alle rivelazioni dell’azoto si arriva in tal modo a condurre un’azienda in tutt’altro stile e con altro senso quando ci si è resi ricettivi alle rivelazioni dell’azoto”. Riassumendo nelle corna bovine vengono concentrate le forze eteriche e astrali cosmiche presenti nell’ambiente in cui la vacca vive e queste poi vengono messe durante la ruminazione a contatto con l’atmosfera ruminale che ne verrà influenzata nella sua composizione sia animale (infusori) che vegetale (batteri) che sono gli esseri che si accollano l’attività digestiva, dato che nei prestomaci non è presente secrezione ne enzimatica ne di acidi, quindi la digestione bovina è un processo di conoscenza del mondo per il mondo. Con questa digestione fatta dal mondo stesso poiché come vedremo la digestione è conoscenza , questa conoscenza tramite il letame viene restituita all’ambiente ed è questo contenuto di conoscenza sotto forma di forze spirituali che fertilizzerà il terreno dove cadrà. Fertilizzare, fecondare, conoscere da questo punto di vista possono essere considerati sinonimi, come meditare e ruminare.

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