19 Sep

Resoconto presentazione del libro “L’insopportabile efficacia dell’agricoltura biodinamica: istruzioni per l’uso” al Sana

Durante il Salone Sana è stato presentato il libro edito da Terra Nuova L’insopportabile efficacia dell’agricoltura biodinamica: istruzioni per l’uso scritto da Carlo Triarico, Alessandro Piccolo, Nadia El-Hage Scialabba e Sabrina Menestrina.

Presenti gli autori – Carlo Triarico, storico della scienza, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica e membro del Comitato permanente per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica del Ministero delle Politiche Agricole, Nadia El-Hage Scialabba, ecologa, ex-dirigente della FAO (Nazioni Unite) e attualmente collaboratrice del Swette Center dell’Università statale dell’Arizona (USA) e Alessandro Piccolo, professore ordinario di chimica agraria, Università di Napoli Federico II, premio Fondazione Alexander von Humboldt (DE) per la chimica dell’Humus – intervistati dal Nicholas Bawtree, Direttore di Terra Nuova.

“La dimensione storica della Biodinamica è una dimensione della realtà” esordisce Carlo Triarico rispondendo alla prima domanda sulla storia della biodinamica. Il Presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica illustra come il modello biodinamico sia stato immaginato autonomamente, come un modello efficace in agricoltura, alcune decine di anni prima del modello biologico. Quest’ultimo, infatti, ha preso in prestito buona parte delle tecniche già sperimentate dalla biodinamica. “Oggi ci sono 100 anni di applicazione in campo di questa metodologia. È un patrimonio comune” continua Triarico. La biodinamica in Italia ha iniziato ad essere applicata alla fine degli anni ’20 del secolo scorso e illustri scienziati, allievi di Rudolf Steiner, hanno studiato a fondo questo modello ecologico di agricoltura. Un modello che in tutti questi anni ha dimostrato di funzionare, che fa economia circolare con il ricircolo della sostanza organica senza utilizzare input esterni e che produce reddito e biodiversità, in linea con gli obiettivi europei. E, al contrario di quello che viene raccontato, con buone rese. “Per questo la biodinamica può essere di aiuto alle tante aziende agricole che oggi soffrono e che devono essere guidate verso l’agroecologia”. Bawtree chiede poi a Triarico di spiegare il concetto di agricoltore co-creatore. “L’agricoltore biodinamico riesce a rendere produttiva la terra migliorando la qualità dei suoli mentre l’agricoltura convenzionale li danneggia, impoverendoli. Questo è un chiaro esempio di co-creazione”.

Bawtree introduce poi il secondo capitolo del libro dal titolo “Ecologia alimentare biodinamica” e passa la parola a Nadia El-Hage Scialabba chiedendole se ci fossero differenze tra i prodotti bio e quelli convenzionali. L’autrice spiega come la ricerca scientifica sia in continua evoluzione e come venti anni fa si pensasse che il biologico fosse meno salubre del convenzionale mentre in realtà gli studi di allora confermavano che non c’erano differenze tra le due tipologie di prodotto. “Nei primi anni 2000, quando ero alla Fao e mi occupavo di biologico, non c’erano però studi sugli interferenti endocrini, nessuno ne parlava. Oggi invece sappiamo bene quanto questi siano dannosi alla salute umana perché la ricerca è andata avanti. Ed è soltanto nel 2016 che il Parlamento europeo ha riconosciuto la superiorità dei prodotti biologici e biodinamici” spiega El-Hage Scialabba. I prodotti bio infatti, non trattati con concimi chimici, sono più ricchi (dal 14% al 60%) di polifenoli che hanno capacità antiossidanti. Anche in termini di metalli pesanti vengono rilevate percentuali molto più basse nei prodotti biologici e biodinamici rispetto al convenzionale. Solo più recentemente sono stati fatti studi che evidenziano le differenze tra i prodotti biologici e quelli biodinamici in particolare quelli che riguardano l’epigenetica, l’influenza dell’ambiente su un organismo. Già Steiner aveva sostenuto l’importanza dell’epigenetica sui metaboliti ed oggi riusciamo a misurare la maggiore vitalità dei prodotti biodinamici che ha un impatto positivo non solo sulla capacità della pianta di resistere agli attacchi esterni ma anche sulla salute dell’uomo. “Le differenze si vedono anche nel prodotto zootecnico. Gli animali biodinamici che si nutrono prevalentemente di erba producono prodotti che impattano positivamente sulla salute delle persone che di questi si nutrono riducendo, per esempio, l’emergere di allergie”.

Infine l’intervento di Alessandro Piccolo a cui viene chiesto, dal direttore di Terra Nuova, di parlare della capacità di sequestrare carbonio da parte del suolo. “La sostanza organica nel suolo, l’humus, non è altro che la parte finale della degradazione biotica e abiotica di tutti i tessuti e i materiali animali e vegetali che raggiungono il suolo. L’humus è un materiale estremamente complesso e gli strumenti oggi a disposizione della scienza permettono di identificare le molecole presenti nel suolo. Abbiamo visto che nell’humus esistono più di centomila masse molecolari. Si tratta di una incredibile complessità, un caos molecolare”. L’humus rappresenta la fertilità intrinseca del suolo, spiega Piccolo. La sostanza organica possiede i nutrienti fondamentali per le piante e permette loro di attivare i meccanismi fisiologici. La sostanza organica stimola i fenoli sulle radici che aumentano l’assimilazione dei nutrienti e la lunghezza delle radici stesse. La sostanza organica, in simbiosi con le piante, quindi, permette loro di crescere e sviluppare tutte le potenzialità genetiche. “Con maggiore sostanza organica nel suolo non avremo problemi di siccità” aggiunge. “La sostanza organica è stabilizzata e permette di accumulare e stabilizzare carbonio nel suolo e quindi rappresenta un potente strumento contro l’innalzamento dei gas serra in atmosfera”. I preparati biodinamici di Steiner, cornoletame e cornosilicio, sono dei veri e propri preparati biotecnologici naturali che attivano azioni biostimolanti che favoriscono lo sviluppo della sostanza organica (conoletame) e proteggono le piante (cornosilicio).

A questo link è possibile vedere la registrazione della presentazione 

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