09 May

Vita della biodinamica

Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica

di Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica

Ho conosciuto la biodinamica che ero un ragazzo gestendo una cooperativa agricola e come tanti di noi ho visto il suo potenziale straordinario per salvare l’agricoltura e l’alimentazione, ma anche la fatica. Da allora ho vissuto con tanti compagni di strada per i nostri agricoltori, senza sosta, per tutti e vorrei che questo spirito fraterno sia in tutto il movimento biodinamico. Ma se vogliamo farcela dobbiamo migliorare l’applicazione del metodo.

Per questo so che è fondamentale rafforzare la formazione delle nostre aziende. La più importante cosa fatta è stata la formazione dei nuovi tecnici demeter, che siano non solo ispettori ma accompagnatori qualificati. Insieme a questo ci sono i nuovi corsi di aggiornamento delle aziende già certificate e il supporto ai gruppi di aziende biodinamiche, sia girando tutta Italia, sia con le giornate contadine per centinaia di aziende. L’iter per la certificazione del marchio, con cui oggi possiamo selezione le migliori aziende per la certificazione biodinamica, è frutto prezioso di una intuizione: se siamo seri e alziamo l’asticella, attiriamo i bravi e li accompagniamo a fare biodinamica di alta qualità. Allontaniamo anche chi non è serio. Non possiamo fermarci su questo, soprattutto quando interessi commerciali rischiano di prevalere su quelli contadini e far saltare l’iter che oggi protegge la serietà del marchio. L’iter ha permesso l’ingresso solo a 60 aziende in 2 anni su 400 che si sono presentate. Una scelta che ha fatto apprezzare l’Italia dalla Federazione Internazionale Demeter Biodinamica, ma mi ha anche attirato diversi nemici. Quando ero nel board internazionale ho lavorato alla difesa delle posizioni italiane, abbiamo avuto l’ingresso dei nostri soci nelle commissioni internazionali e un salto di qualità che oggi non può essere fermato. Altri sono scappati, ma non siamo rimasti soli. Così non ci fermiamo, perché la biodinamica è sistema serio, perché se sai applicarlo ti rendi conto che l’uso di pesticidi e concimi di sintesi è molto meno efficace dell’applicazione professionale del metodo. Se sai applicarlo non ti sogneresti mai di truffare, perché non conviene, ti porta indietro l’azienda.

Ho iniziato a marzo un tour in tutta Italia, le aziende che incontro sono straordinarie e tante si stanno unendo. Per questo dobbiamo lavorare insieme, Demeter e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. Siamo riusciti per la prima volta a farle lavorare in modo coordinato. Era il mio impegno. Non era mai avvenuto e mi batterò perché questo modello resista e diventi un esempio per tutti, sia per i biodinamici all’estero, sia per tutto il settore del biologico. Possiamo difendere la biodinamica solo se siamo uniti e se restiamo liberi da interessi. Il processo penale che sto subendo e il resto che subisco lo subiscono tutti i biodinamici. Anche in questo noi biodinamici dobbiamo dare l’esempio.

Ho portato alla conoscenza in Italia delle meta-analisi e degli studi internazionali e promosso la ricerca in Italia. In tanti lo hanno capito. La ricerca scientifica ha verificato e testimoniato la sensatezza della biodinamica, ma i nostri campi parlano ancora più chiaro. Tocca a noi ora compiere i passi per incontrare l’essenziale del cibo e la sua origine agricola e comprendere la nutrizione, attraverso un’alleanza con il mondo agricolo, con tutti gli agricoltori.

Questo rapporto è fortemente contrastato dal prevalere di interessi speculativi che vogliono emarginare, o comprare anche il movimento biodinamico. Per questi la produzione di cibo, la tenuta dei territori, o la vita delle comunità rurali sono subordinate al profitto della bisca alimentare che emargina gli agricoltori. Se perdiamo la nostra biodinamica, quello che coltiviamo, quello che mangiamo resterà isolato da chi lo produce, dalla sua vita e dall’azienda agricola stessa. L’azienda diventa un meccanismo, in cui l’essere umano è un revisore di ingranaggi mossi da forze esterne. Da questi proviene non cibo ma “materia prima”, commodity commerciale, che non ha nessuna connessione con la nutrizione e con la libertà contadina. Se quindi cibo e ambiente ci appaiono oggi degenerati, possiamo recuperarli col nostro impegno, col riappropriarci della conoscenza agricola e con un movimento biodinamico libero. La civiltà contadina custodisce il segreto della vita, tra fertilità e nutrizione. Lavorerò, se non mi fermeranno, perché il futuro delle nostre aziende sia assicurato e perché esse siano un esempio internazionale.

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