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buono sano
BIODINAMICO

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Un ambiente sano
che nutre il nostro essere

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Azienda Agricola
come Organismo Agricolo a ciclo chiuso

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La fertilità della terra
e l’Umanizzazione dell’agricoltura

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Aver cura della terra
per aver cura dell’uomo e viceversa

Contrastare la degenerazione delle colture e ristabilire l’equilibrio tra clima, stagioni, piante, animali e uomini.

Servizi alle aziende

Per diffonderla tra gli agricoltori e far conoscere i suoi prodotti a consumatori e commercianti, l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica organizza corsi, iter di consulenza normativa finalizzata alla conversione al biodinamico, convegni e iniziative culturali.

Perché associarsi

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In evidenza

L’agricoltura biodinamica nasce nel 1924 segnando la nascita dell’agroecologia. Rudolf Steiner, scienziato, pedagogo e filosofo austriaco ha fondato l’approccio biodinamico all’agricoltura secondo paradigmi scientifici fenomenologici in contrasto con il riduzionismo divenuto poi imperante nel ‘900 fino ai nostri giorni.

Questo approccio consente di governare l’azienda agricola come Organismo Agricolo a ciclo chiuso fino a farla evolvere in vera e propria Individualità  Agricola con tecniche e sostanze naturali provenienti dal suo interno. Preparati biodinamici, attenzione ai ritmi della natura e alle relazioni e processi tra gli esseri viventi coinvolti portano un forte sviluppo del processo di umificazione del suolo e della biodiversità .

Il modello agricolo proposto si contrappone all’agricoltura specializzata e monocolturale. Abbraccia anche il tema di quale modello sociale ed economico possa consentire lo sviluppo di una sana agricol tura e alimentazione per l’uomo moderno. Risultati evidenti di salute ambientale, sociale ed economica portano ad una salutogenesi a tutto campo: questo genera una prospettiva di sviluppo innovativa e di ampio respiro.

RudolfSteiner1

Rudolf Steiner, figlio di un impiegato delle Ferrovie Meridionali Austriache, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica (ora in Croazia).

Elabora una teoria della conoscenza ancor oggi la più avanzata sin da giovane e sviluppa da questa una poderosa produzione di rara profondità  e innovatività  nei campi più disparati: Pedagogia, Filosofia, Fisica, Matematica, Agricoltura, Medicina, Arte, Architettura, Economia. Da curatore degli scritti scientifici di Goethe gli studi e ricerche lo portano poi a una forte attività  di conferenziere e scrittore in diversi ambiti fino alla fondazione della Società  Antroposofica con la quale attraverserà  il duro periodo della prima grande guerra. La sede mondiale del movimento antroposofico venne infatti scelta in Svizzera a Dornach (Basilea) dove venne edificato il primo Goetheanum tutto in legno scolpito. Un incendio doloso lo distrusse e negli ultimi anni di vita il suo progetto per una riedificazione dell’edificio produsse il primo e innovativo Goetheanum in cemento armato attualmente visitabile. Rudolf Steiner muore a Dornach, vicino Basilea (Svizzera) il 30 marzo 1925 lasciando una poderosa produzione di circa 6000 conferenze e 28 libri.

logo-associazione

L’agricoltura biodinamica ha il pregio di avere alle spalle oltre 80 anni di storia, di ricerche, di pionieri, di agricoltori, studiosi e appassionati ad ogni livello. L’obiettivo ultimo è quello di poter fornire alimenti adatti a una umanità  ed a un ambiente planetario sempre in evoluzione. Riuscire ad aver cura della terra per aver cura dell’uomo e viceversa. In queste pagine troverete notizie su questa avventura conoscitiva e produttiva vissuta sul crinale che divide una cultura positivista e limitata alla proiezione delle leggi minerali sul mondo dei viventi da quel mondo ampio e ancora tutto da sperimentare e dipanare che nasce dalla visione goethiana del mondo e della natura per svilupparsi nel metodo scientifico-spirituale iniziato da Rudolf Steiner.

Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/DarkWorkX-1664300/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4368166">DarkWorkX</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4368166">Pixabay</a>

Lettera aperta al Professor Massimo Vincenzini
Presidente dell’Accademia dei Georgofili

Egregio Presidente,

dal 27 al 29 febbraio si terrà a Firenze il 36° Convegno dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, l’ente sorto in Italia nel 1947, quale primo della bioagricoltura. Tradizionalmente il convegno è l’occasione per uno scambio tra i più autorevoli nell’ambito dell’agroecologia e vede la partecipazione di scienziati, imprenditori agricoli, decisori politici e i dirigenti delle più importanti organizzazioni agricole e ambientali del Paese. Anche quest’anno l’elenco dei relatori costituisce un panel sul valore dell’evento. A nome dell’organizzazione che presiedo e dei numerosi partecipanti da diverse università europee, sono onorato di rivolgerLe l’invito a partecipare al Convegno, quale nostro atteso e gradito ospite.

Come ogni anno l’evento è però molestato da una intensa attività di lobbismo, atta a impedirlo e a impedire alle istituzioni scientifiche italiane di compiere quel lavoro di ricerca e insegnamento, che le altre istituzioni europee svolgono da tempo. L’attacco non si tiene attraverso i canali, che normalmente alimentano il dialogo e il confronto, anche acceso, in sede scientifica. La storia della scienza, del resto, è storia di quelle controversie, che ne hanno sempre costituito parte integrante ed euristica. Nessun articolo su riviste soggette a referaggio è stato offerto dai detrattori. L’attacco avviene con lo strumento della menzogna e con la pretesa che il giudizio della comunità scientifica si affermi per via di auctoritas, ossia con il numero di firme di rappresentati delle accademie, indipendentemente dalla circostanza che i sottoscrittori abbiano prodotto, o studiato, la letteratura scientifica sul tema. Circostanza che è invece necessaria per sottoscrivere una ricerca. Le firme hanno più il valore di anatema politico ideologico e di esercizio di potere, contro la libertà di ricerca e di insegnamento.

Tale modo di procedere, necessita anche della menzogna. Il documento che il gruppo informale Seta induce a firmare attraverso pressioni sulle maggioranze e sugli assetti istituzionali delle accademie, è gravato da evidenti falsi in sede storica e scientifica. Falsi che potranno raccogliere anche le firme di esimi presidenti di accademie, ma che restano tali, come lo furono quelli sottoscritti dagli esimi predecessori del mondo accademico, che assicurarono una copertura scientifica a leggi immonde, firmando il manifesto della razza. Affermarono per via giuridica qualcosa che non potevano dimostrare con ricerche tra pari.

Dico questo perché so delle pressioni che sono state messe in campo, anche nei suoi confronti, per indurla a firmare senza convinzione un documento che è palesemente falso e fa vergogna alla nostra comunità scientifica.

Come avrà notato, il documento si avvale solo di fonti prese da internet, o da giornali generalisti. Curioso archivio di riferimento da cui attingere per un giudizio scientifico, specie per chi la scienza racconta di difenderla. Tanto più se, come nel documento creato da Seta, le citazioni sono estrapolate da un sito indipendente, non dai documenti ufficiali, tantomeno dalle pubblicazioni scientifiche e dalle metanalisi, che pure sono pubbliche.

Di queste ultime, qualora avesse interesse, sarei lieto di recapitarLe alcuni esempi. Le frasi del sito indipendente usato sono poi astratte dal contesto, con tecnica manipolatoria, che parimenti si potrebbe adottare per denigrare Galileo. Gli estensori del falso documento confondono peraltro la fedeltà alla fisica newtoniana, con il rigore scientifico, permettendosi di ignorare il dibattito sul metodo sviluppatosi tra Otto e Novecento. Dibattito intorno al quale è sorta l’agricoltura biodinamica a opera di stimati ricercatori. Sono a disposizione per fornirLe l’elenco.

Veniamo a un esempio del falso storico. La lettera del Seta afferma che la biodinamica abbia mutuato tecniche dall’agricoltura biologica, cui avrebbe aggiunto pratiche esoteriche. In realtà vale l’opposto. L’agricoltura biodinamica è la prima forma di bioagricoltura da cui è nato, per semplificazione, il settore biologico. Ha il merito di aver concepito il primo approccio agro ecologico della modernità, un sistema conchiuso, che produce alimenti di qualità. I suoi disciplinari, formalizzati negli anni Venti, sono stati la maggiore ispirazione per gli standard che hanno portato l’UE a legalizzare l’agricoltura biologica nel 1991. Per questo gli standard biodinamici contengono solo pratiche e mezzi tecnici presenti e ammessi nei regolamenti europei del biologico. Fatto che è facile accertare leggendo e comparando.

Diversi sono i falsi in sede scientifica. Secondo il Seta, i preparati sono ciò che differenzia la biodinamica dal biologico. Informazione falsa, poiché i preparati sono tra i pochi mezzi tecnici ammessi dall’agricoltura biologica e come tali sono usati abbondantemente dai bioagricoltori. Diverse ricerche ne hanno mostrato l’efficacia. Tali preparati sono anche previsti dalla normativa italiana sui corroboranti, che li regola e insieme agli altri e li ha assoggettati alla verifica periodica di un’apposita commissione tecnicoscientifica. Non potrebbe essere diversamente per la semplice circostanza che le aziende biodinamiche sono tutte certificate biologiche e dunque, non potrebbero applicare niente altro che non sia specificamente ammesso dai regolamenti europei del bio.

Ora chi sa questo e pure firma scientemente un falso, mente sapendo di mentire.

I nostri agricoltori e le organizzazioni agricole non si fanno certo ingannare dai documenti del Seta o dal lobbismo in genere. Sanno bene che intorno all’esempio biodinamico, cresce un indirizzo che vede il nostro paese esprimere un’eccellenza. Ma il danno è per la comunità. L’Italia è il primo esportatore di prodotti biologici e biodinamici, circostanza che preoccupa alcuni poteri multinazionali. Ma un danno maggiore lo riceve la nostra ricerca e la nostra università. Mentre in tanti atenei al mondo si studia l’agricoltura biodinamica, l’Italia è drammaticamente in retroguardia.

Eppure, contrariamente agli allarmi del Seta, le nostre istituzioni scientifiche hanno tutti gli anticorpi per occuparsi di un tema con rigore, facendo innovazione e ricerca, come auspicano gli agricoltori biodinamici. Non hanno bisogno di indici dei temi proibiti, o che le accademie si trasformino nel Santo Uffizio. Obbiettivo purtroppo grato al lobbismo. Il rischio di assoggettamento della ricerca a interessi secondi, rende sospetta la scienza e il ricorso all’intolleranza, all’offesa dall’alto al basso, riduce i ricercatori a una classe impopolare.

Grazie ai fondamenti della rivoluzione scientifica e a tanto serio lavoro, il processo di accostamento scientifico al vero avviene ancora per strade certe e trasparenti. La fatwa intentata dal Seta e sottoscritta da alcune accademie, introduce quindi un pericoloso processo autoritario, che si avvale della politica del potere, per affermare verità che mai si affermerebbero per la via della ricerca tra pari. Secondo l’intenzione dei lobbisti firmare, o non firmare, deve essere avvertito dai ricercatori come strumento di emarginazione, o di accesso al club. Partecipare a un convegno, invece, rischiare processi ed esclusioni. Non permettiamo che questo passi, nell’indifferenza e nella paura. Per questo è un dovere stigmatizzare, quale pericolo per la libertà della ricerca, la tecnica del maccartismo, che oggi vuole derubricare come antiscienza, ogni paradigma innovativo.

Mi rivolgo con Lei, idealmente, agli scienziati del Paese, ai suoi studiosi, alla loro ragionevolezza, perché creino un argine al tentativo di soggiogare a poteri innominabili la tradizione italiana di ricerca, il nostro futuro, la nostra vita.

Carlo Triarico

Presidente Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

Scarica il programma del 36° Convegno in pdf

I vantaggi dell’agricoltura biodinamica

L’obiettivo ultimo è quello di poter fornire alimenti adatti a una umanità  ed a un ambiente planetario sempre in evoluzione. Riuscire ad aver cura della terra per aver cura dell’uomo e viceversa.

RIPORTARE VITA NEL TERRENO

Il terreno è un sistema integrato di esseri viventi: microrganismi, insetti. Organismi terricoli, radici di piante, alghe e funghi.

QUALITA' NUTRIZIONALE DEI PRODOTTI

La ricostruzione di un sistema ecologico integrato porta frutti pieni di vita armonici e quindi al netto miglioramento della qualità  nutrizionale dei prodotti.

LA SALUTE

La SALUTE da produttore al consumatore ed all’ambiente si ottiene utilizzando le forze e gli strumenti prodotti all’interno della stessa azienda con il minimo apporto dall’esterno tendente all’impatto zero e circolo chiuso.

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