Carlo Triarico a Food for ALL – Milano 4 maggio 2017
21 Apr

Carlo Triarico a Food for ALL – Milano 4 maggio 2017

FoodFoAll!Il 4 maggio Carlo Triarico terrà un intervento sull’Agricoltura biodinamica all’interno di Food for all, (Milano 3-8 maggio 2017 ore 15.00) nel BIOTECH LAB – Come si nutre il pianenta in modo sostenibile? Come si valorizza la biodiversità nella filiera di produzione? Quali strumenti di innovazione tecnologica preservano le risorse naturali? Quale responsabilità e opportunità d’impresa nel promuovere sviluppo del territorio e qualità ambientale? .

Per info sull’evento organizzato dalla Fondazione Feltrinelli : cliccare qui

Per informazioni su luogo e orario dell’intervento di Triarico e per prenotarsi scrivere a segreteria@fondazionefeltrinelli.it . L’ingresso è gratuito.

4 Maggio 2017- 15.00-18.00

BIOTECH LAB – Come si nutre il pianeta in modo sostenibile?

Come si valorizza la biodiversità nella filiera di produzione? Quali strumenti di innovazione tecnologica preservano le risorse naturali? Quale responsabilità e opportunità d’impresa nel promuovere sviluppo del territorio e qualità ambientale?

Allo scopo di assicurare che i bisogni nutrizionali di una popolazione in crescita siano soddisfatti in maniera sostenibile nei decenni a venire, l’innovazione entra da protagonista nelle filiere agroalimentari offrendo potenzialità notevoli e non ancora del tutto esplorate. Nuove recenti scoperte nel campo delle applicazioni tecnologiche, e diffusione di soluzioni smart, permettono di rendere più efficienti i processi di produzione, trasformazione e distribuzione delle risorse alimentari, riducendo sprechi e impatti ambientali. Al centro di questa sfida si trovano i cittadini e i loro bisogni, l’urgenza di produrre cibo preservando la diversità biologica e risorse ambientali non illimitate, la necessità di interrogarsi sugli effetti di medio e lungo termine dell’innovazione tecnologica in corso.

Nell’ambito dell’iniziativa FOOD FOR ALL!, i SolutionsLab sono occasioni di dialogo e confronto su buone pratiche, soluzioni, case history innovative che riguardano il futuro del cibo e le innovazioni tecnologiche, sociali e culturali che interessano la filiera agroalimentare e l’accesso al cibo. Questi eventi prevedono una sessione di tre ore e la partecipazione di circa 100 persone, suddivise in tavoli di lavoro finalizzati all’incontro di imprese, start up, ricercatori, istituzioni per approfondire applicazioni, pratiche, sperimentazioni di soluzione sulle sfide connesse alla produzione e all’accesso al cibo.

Le riflessioni emerse dai tavoli di lavoro vengono condivise in sessione plenaria affinché, con l’aiuto di un board di discussant, si arrivi a definire un set di indicazioni sulle criticità e le opportunità di intervento e soluzione intorno alle sfide indagate.

La biodinamica per l’area di biodiversità al FICO di Bologna
12 Apr

La biodinamica per l’area di biodiversità al FICO di Bologna

Carlo Triarico insieme agli agricoltori biodinamici della Coop. La Collina, storica azienda Demeter di Reggio Emilia, ha seminato l’area biodiversa per la nuova area dell’eccellenza alimentare italiana al FICO di Bologna. Un’area organizzata da EatalyWorld e Coop Italia.
L’Associazione Biodinamica continua la sua opera di presenza, proposta e stimolo per il mondo agroalimentare nazionale per lavorare a un nuovo modello agricolo adatto per il futuro. Dalla pagina Twitter FICO le foto della semina.

“Semi per Aleppo”, editoriale di Carlo Triarico sull’Osservatore Romano 4 gennaio 2017
04 Jan

“Semi per Aleppo”, editoriale di Carlo Triarico sull’Osservatore Romano 4 gennaio 2017

QUO 2017 002 0401 00001Sull’Osservatore Romano del 4 gennaio l’editoriale a firma di Carlo Triarico sui semi per un’agricoltura di pace. Più sotto il testo. Per scaricare la prima pagine del quotidiano cliccare qui.


 

Scegliere un’agricoltura di pace

Semi per Aleppo

di Carlo Triarico

Noi sappiamo che Aleppo non si libera con le bombe. Bisogna ancora liberare Aleppo e la Siria dalla miseria, dai cambiamenti climatici che qualche anno fa spinsero le donne e gli uomini a migrare dalle campagne, che destabilizzarono gli equilibri demografici e innescarono le prime rivolte siriane e poi la guerra. Prima che questi anni di conflitti mutassero tutto, c’era un uomo ad Aleppo, che con largo anticipo aveva avviato una ricerca per fermare la fame, creando le condizioni per la resilienza contadina ai cambiamenti climatici.

Quell’uomo lavorava all’Icarda, l’istituto per la ricerca agricola nella regioni aride. Salvatore Ceccarelli, genetista di fama internazionale, aveva avviato un fronte ampio di ricerca partecipativa con i contadini siriani. Davanti al cambiamento selezionava con loro le sementi tradizionali, migliorandole geneticamente sulla scorta della loro saggezza e delle sue conoscenze scientifiche. La variabilità genetica permette una grande flessibilità di risposta davanti alle crisi ambientali e sociali. Il metodo era arrivato in paesi che nell’informazione ora evocano altro: Giordania, Iran, Egitto, Algeria, Eritrea, Etiopia, Yemen.

Serve infatti a tutti un movimento per una nuova agricoltura contadina, dove l’esempio virtuoso della biodiversità per il miglioramento genetico insegni che anche in campo sociale la partecipazione solidale è la strada vincente. Purtroppo l’agricoltura oggi impone, invece, la purezza delle specie e delle varietà agricole. La strada prevalente è la rigida separazione, la proprietà intellettuale esclusiva dei mezzi tecnici, i brevetti e la non riproducibilità in proprio delle sementi contadine. È in corso una vasta erosione e omologazione genetica, che corrisponde a una concentrazione ingiusta di risorse e di denaro.

Salvatore Ceccarelli è riparato in India, dopo oltre trent’anni di lavoro. Ora è lì e poi chissà: il suo lavoro deve trovare una patria scientifica. Gli investimenti in Siria e altrove nutrono altre prospettive, mentre il sud del mondo è sempre più territorio di conquista. I campi sono spesso abbandonati, tante varietà perdute, tanta conoscenza dimenticata, proprio nelle regioni della più grande ricchezza genetica, dove l’uomo domesticò il primo frumento. Il metodo stesso della convivenza solidale è andato perduto.

In Sicilia provano a recuperare il patrimonio genetico della biodiversità frumentaria. I contadini dell’associazione Simenza mescolano e seminano le varietà con il metodo Ceccarelli, coltivano biologico e biodinamico. Pur compiendo il gesto più sacro dell’agricoltura, con quella semina rischiano di essere multati, perché non c’è ancora una normativa che preveda di mescolare e scambiare le sementi contadine. Eppure abbiamo imparato che la separazione genetica non ha mai portato buoni frutti, sia nelle relazioni biologiche, sia in quelle umane. L’imprenditore Massimo Mercati non sbaglia quando dice che occorre un’ecologia delle leggi. La Fao, nell’Itpgrfa, il trattato dei diritti contadini, richiama gli stati affinché permettano agli agricoltori di salvare, coltivare e scambiare i semi e affinché sia dato loro di condividere, equamente, i benefici provenienti dal loro sapere. Quante rivolte dovranno ancora scoppiare nell’indifferenza prima che questo principio sia salvo?

Claudia Sorlini, presidente del comitato scientifico di Expo 2015, aveva auspicato che la cultura agricola toccasse le città, attraverso il riuso agricolo delle aree periurbane. Diffondere ove possibile la realtà sociale sapiente della ruralità, per nutrire donne e uomini di cibo e cultura, resta la pace da conquistare.

Carlo Triarico vs. Dario Bressanini a Radio 1 Rai – Eta Beta il 9 dicembre 2016
14 Dec

Carlo Triarico vs. Dario Bressanini a Radio 1 Rai – Eta Beta il 9 dicembre 2016

etabetarai1Carlo Triarico ha partecipato al contraddittorio con Dario Bressanini il 9 dicembre 2016 nella trasmissione di Massimo Cerofolini a Radio1 Rai – Eta Beta. Interessante la smentita su una review di ricerche che attesterebbero la non efficacia del metodo biodinamico rivelatasi un fake per l’inaffidabilità della “ricercatrice” americana sancita dalla stessa università per cui lavorava. Potete riascoltare la trasmissione qui sotto.

L’Associazione Biodinamica alle “Jurnate di Simenza” 10 e 11 dicembre 2016 – Novara di Sicilia
10 Dec

L’Associazione Biodinamica alle “Jurnate di Simenza” 10 e 11 dicembre 2016 – Novara di Sicilia

terraeliberazioneCarlo Triarico interverrà a Novara di Sicilia (ME) nella mattinata di domenica 11 ottobre alla due giorni delle “jurnate di Simenza.  Custodire la biodiversità tra memoria e innovazione sostenibile”. Un convegno intenso con numerosi interventi, incontri e presentazione di progetti e idee per il recupero e lo sviluppo della biodiversità agricola nazionale e non solo. Si discuterà di modelli per la tutela del patrimonio di biodiversità attraverso una rete di agricoltori custodi. Il lungo percorso di riscossa degli agricoltori rispetto a un sistema agricolo depauperante è già in atto con l’impegno di moltissimi coltivatori biologici e biodinamici, ricercatori, enti privati e pubblici. Simenza, cumpagnìa siciliana sementi contadine è capeggiata da Giuseppe Li Rosi ospite dei nostri convegni, amico e vicino nelle battaglie del movimento biodinamico per un nuovo modello agricolo.

Articolo di Carlo Triarico sull’Osservatore Romano del 28 novembre 2016
29 Nov

Articolo di Carlo Triarico sull’Osservatore Romano del 28 novembre 2016

20161112_101436Una nuova spiritualità per la casa comune

Scarica qui la pagina originale

“Napoli si è tenuto, tra il 10 e il 13 novembre, un grande convegno per la rinascita del sud, voluto dagli agricoltori, dalla società civile e da parte avanzata della cultura e dell’economia, per mettere sotto gli occhi dei decisori politici e della scienza il grido di milioni di poveri, le aspirazioni dei giovani, le risorse di un sud ferito, che potrebbe ripartire con un nuovo modello agricolo. Lo scenario è stato delineato dall’intervento di apertura di don Luigi Ciotti: giustizia, giusto prezzo, dignità, salute degli uomini e del territorio sono le condizioni base per liberare l’agricoltura e gli esseri umani.
L’Associazione per l’agricoltura biodinamica, la prima organizzazione agricola ecologica nata in Italia, ha organizzato questo evento per mostrare a chi può e deve decidere, che una rinascita è possibile e si può agire subito. Dopo il convegno organizzato a febbraio per la Laudato si’, cui avevano partecipato agricoltori biologici e biodinamici, uomini di scienza e di religione, questo nuovo evento dell’associazione ha portato, nel complesso del Museo diocesano di Napoli, tanti che hanno accolto quel messaggio e sono ora determinati a dare un esempio.
Con questi si sono schierati i più importanti compratori di prodotti agricoli biodinamici del nord, venuti apposta per dire che sono pronti da subito a comprare al sud, a un prezzo di giustizia, per centinaia di milioni di euro, purché sia sostenuta l’organizzazione e la formazione nel settore. Si sono uniti i vertici del Banco di Napoli, Maurizio Barracco e Francesco Guido, che hanno colto l’importanza storica di offrire servizi per una rete di agricoltori biodinamici, allo scopo di creare un esempio virtuoso per il meridione.
La presenza dello stato maggiore del Fai, Giulia Maria Crespi, Andrea Carandini e Marco Magnifico ha dato ancora una volta prova di aver ben compreso l’importanza di sostenere, con la biodinamica, agricoltura e paesaggio, a cominciare da alcuni dei luoghi del Fai. Il presidente di Federbio Paolo Carnemolla, con tanti agricoltori biologici italiani, ha dichiarato l’importanza di alleanze nell’agroecologia, per il rinnovamento agricolo. Sono giunte le testimonianze del responsabile della giustizia minorile della Campania Giuseppe Centomani e del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che hanno manifestato la presenza delle istituzioni al fianco di una società sana. Carlo Petrini ha richiamato l’alto valore delle produzioni biologiche e biodinamiche, se messe al servizio del Pianeta e l’urgenza di una rinascita della vita agricola e del riscatto di tutti gli agricoltori.
I tanti agricoltori presenti hanno potuto visitare un’azienda modello, La Colombaia di Capua, dove Enrico Amico, agricoltore biodinamico, presidia il territorio, dà lavoro a un centinaio di persone tutte remunerate regolarmente, dando l’esempio che giustizia e libertà
sono possibili anche in territori difficili. È la testimonianza di una nuova spiritualità che nasce nel mondo rurale e che partecipa a una grande alleanza per la casa comune. Gli agricoltori biodinamici presidiano da alcuni anni anche siti del patrimonio culturale.
Per questo il convegno è terminato con una grande festa nell’anfiteatro campano, arena seconda solo al Colosseo e un tempo piazza dello spaccio di stupefacenti. Lì gli agricoltori
hanno festeggiato insieme ai dirigenti della Reggia di Carditello, Luigi Nicolais e Angela Tecce, al prorettore dell’Università della Campania, Rosanna Cioffi e ai rappresentanti del Fai. Serve far crescere conoscenza e competenza e formare urgentemente una generazione di agricoltori e di agronomi all’agricoltura ecologica, biologica e biodinamica. Il viceministro dell’agricoltura Olivero, il sottosegretario Faraone del ministero dell’istruzione, università e ricerca hanno annunciato al convegno la costituzione di un tavolo  interministeriale previsto per sperimentare programmi formativi in agricoltura biologica e biodinamica, anche in ambito universitario, per difendere l’agricoltura del paese e l’interesse delle nuove generazioni.
Il direttore del dipartimento di agraria dell’università Federico II, Matteo Lorito, ha auspicato una campagna di ricerca e diversi studiosi hanno portato dati scientifici a conferma del rigore del metodo biodinamico.
Alcuni atenei italiani hanno già iniziato ad avviare corsi in agricoltura biologica e biodinamica, preoccupati di non perdere la grande opportunità occupazionale per i professionisti, in un settore che cresce del venti per cento l’anno. I movimenti popolari, che
hanno fatto sentire in Vaticano, il 5 novembre scorso, la loro voce insieme a quella di Papa Francesco e gli agricoltori e gli studenti, che in centinaia hanno affollato le giornate napoletane, testimoniano che sta crescendo un grande movimento di innovazione per la casa comune.
Il coraggio e la spiritualità popolari cercano la via per liberare il mondo dalla miseria.
Aiuteranno i politici, gli accademici e gli uomini di buona volontà a resistere interiormente alle pressioni di un potere economico che oggi uccide e a mettersi al fianco degli ultimi, dell’agricoltura contadina, biologica e biodinamica, da cui oggi sale una nuova aspirazione
spirituale al bene.”

Carlo Triarico

Corso di Antroposofia 2017 19 – 22 gennaio Bereguardo (PV)
29 Nov

Corso di Antroposofia 2017 19 – 22 gennaio Bereguardo (PV)

Corso Antroposofia 2017Nuove mete spirituali in un mondo che sta cambiando.
L’evolversi dell’anima attraverso le arti

L’uomo di oggi si sente perso e frastornato e cerca punti di riferimento: uno di questi è il mondo dell’arte. Scoprirlo e saperlo leggere può offrire stimoli vitali e strade maestre per andare oltre il sensibile ed entrare nel mondo della Bellezza dello Spirito e del Grande Mistero. Perché soltanto ciò che sperimentiamo interiormente può darci la possibilità di udire con l’anima e trovare la serenità.
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Carlo Triarico sulla fusione Bayer-Monsanto Osservatore Romano 18 set 2016
18 Sep

Carlo Triarico sulla fusione Bayer-Monsanto Osservatore Romano 18 set 2016

bayermonsantoUn nuovo articolo di Carlo Triarico è uscito il 18 settembre 2016 nell’edizione domenicale dell’Osservatore Romano sul tema dirompente dell’acquisizione di Monsanto da parte di Bayer.
Scarica qui l’articolo originale.
Qui di seguito il testo dell’articolo:

La fusione Bayer Monsanto
Nessuna garanzia per il futuro dell’alimentazione

di CARLO TRIARICO

La notizia della fusione della Monsanto con la Bayer preoccupa gli agricoltori e non solo. Il fenomeno che sta portando in questi mesi a grandi concentrazioni nell’agroindustria sta cambiando gli equilibri mondiali, senza una governance del bene comune e senza garanzie per il futuro dell’alimentazione.
Si fondono i principali colossi: la Du Pont è ormai con la Dow Chemical, mentre la Syngenta è passata sotto il controllo della Chem China. L’acquisto della Monsanto da parte della Bayer è solo la più vistosa manifestazione del fenomeno. Il colosso tedesco dell’agrochimica e dell’industria farmaceutica comprerà per 66 miliardi di euro la multinazionale statunitense di biotecnologie agrarie, che detiene sia una parte ingente del patrimonio genetico di semi, sia i mezzi chimici neces- sari per renderli produttivi.
I semi Monsanto, anche ogm, sono stati selezionati in primo luogo per adattarsi alle sostanze agrochimiche della Monsanto stessa, piuttosto che ai bisogni nutrizionali dell’essere umano. Questa combinazione dovrà tro- vare ora un’integrazione con le politiche della Bayer in materia di farmaci, con un evidente cortocircuito di interessi tra pesticidi, cibo e cure farmaceutiche. A questo si aggiunge il pericolo economico poiché, per la copertura della cifra occorrente alla transazione un gran numero di investitori dovrà essere indotto a puntare il proprio denaro su un’operazione dai risultati incerti.
La terza questione da conside- rare è il potere enorme che questi colossi detengono rispetto a qualsiasi istanza giuridica e spirituale, che dovrebbe controbilanciarli. Davanti alla crisi, mentre si formano super-colossi economici, cresce l’illusione di poter governare gli eventi con i piccoli stati nazionali, che tendono inoltre a chiudersi sempre di più. Nell’attuale contesto, invece, anche l’Europa e gli Stati Uniti sono deboli. Occorrono quindi spazi di democrazia più ampi e adatti ai tempi. La debolezza della sfera giuridica corrisponde a quella spirituale, perché la crescita della potenza tecnologica ed economica è sana solo se accompagnata dalla crescita nella consapevolezza etica.
Le concentrazioni stanno via via cancellando la biodiversità agraria: chi detiene questi semi ha in mano i mezzi di produzione e determina il sistema alimentare mondiale. L’agricoltura contadina, l’agricoltura biologica e quella biodinamica operano invece per una decisa inversione di rotta.
La trasformazione degli alimenti in strumenti di speculazione finanziaria mette in secondo piano la loro natura nutrizionale e porta a sottrarre il cibo alla domanda alimentare, per concentrarlo dove vale come commodity, cioè come bene standardizzato in funzione dei mercati internazionali. Questo avviene quando i semi, i mezzi di produzione e le terre si riducono nelle mani di pochissimi protagonisti, mentre il cibo perde la biodiversità e la sua differenziazione qualitativa.
Il processo di concentrazione dei colossi dell’agroindustria non è quindi una semplice espressione dell’affermarsi di posizioni dominanti sul mercato. È un’ipoteca sul futuro del modello alimentare e, per alcune popolazioni, significa incertezza circa un futuro alimentare dignitoso. “

Terminata con successo la riunione dei biodinamici del Trentino Alto Adige l’11 giugno 2016 a Bolzano
12 Jun

Terminata con successo la riunione dei biodinamici del Trentino Alto Adige l’11 giugno 2016 a Bolzano

Terminata puntualmente alle 19.05 oggi nel migliore dei modi la riunione generale tra tutte le aziende biodinamiche del Trentino Alto Adige alla presenza di Carlo Triarico , Marco Serventi, Giovanni Legittimo, Fabio Brescacin. Una discussione di due ore intense con proposte e analisi importanti sul ruolo e sul rinnovamento delle due associazioni sorelle Demeter e Associazione Biodinamica. Sono emersi nomi condivisi per le prossime elezioni del consiglio direttivo di Demeter Italia da proporre in assemblea. L’importanza di questa riunione è che un dialogo franco e sereno ha coinvolto agricoltori che operano in zone e gruppi divisi nel passato da visioni e opinioni molto diverse sulle politiche sociali delle due associazioni e da tutti si giunti a punti comuni e condivisi.

Intervista a Carlo Triarico su RADIO 1 RAI il 3 giugno 2016
04 Jun

Intervista a Carlo Triarico su RADIO 1 RAI il 3 giugno 2016

ETA-BETA-Intervista-Carlo-3-6-2016Carlo Triarico è stato intervistato in diretta da Massimo Cerofolini insieme ad interventi di Emiliano De Stefano, chef romano che ha curato la rassegna Cucine del mondo, in cui ha esplorato tecniche, ingredienti e ricette di 4 continenti come stimolo per l’innovazione gastronomica;

Fabrizio Germani, ideatore di Artichalk, l’app per mangiare recuperando la sapienza dei nostri padri, ispirata all’idee dell’americano che ha fatto scoprire la dieta mediterranea nel mondo anglosassone.

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